Autore: Francesca Perica

L’importanza della ripetizione – Perché non dovresti interrompere l’attività del tuo bambino

L’importanza della ripetizione – Perché non dovresti interrompere l’attività del tuo bambino

La ripetizione è il segreto della perfezione.   Così scrive Maria Montessori in La scoperta del bambino. In effetti si può affermare che nella prima infanzia (e non solo) la ripetizione rappresenti a tutti gli effetti la base per l’apprendimento e per lo sviluppo delle varie […]

Le ‘crisi’ dei bambini: perché sono normali e cosa possiamo fare a riguardo

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Porta la filosofia Montessori in casa: il corso online di Daniela Valente

Porta la filosofia Montessori in casa: il corso online di Daniela Valente

 

Il bambino, ci dice Maria Montessori, è l’artefice principale della propria costruzione psicofisica, possibile grazie alle interazioni da lui compiute con l’ambiente.

Come ricorda la Dottoressa, però: “[…]dell’ambiente fa parte anche l’adulto: l’adulto deve adattarsi ai bisogni del bambino e renderlo indipendente per non essergli di ostacolo e per non sostituirsi a lui nelle attività attraverso le quali avviene la sua maturazione.” 

Questo significa che se davvero vuole sostenere il bambino nella sua opera di costruzione dell’essere, l’adulto (genitore o educatore) deve innanzitutto compiere un profondo lavoro su di sé.

In che modo guarda al bambino? Come si relaziona nei suoi confronti? È in grado di osservarlo e leggere i suoi bisogni, offrendo loro risposta attraverso una sapiente predisposizione dell’ambiente?

Per essere un genitore consapevole ed applicare la filosofia montessoriana in casa occorrono molta umiltà e una profonda conoscenza delle necessità di sviluppo dei più piccoli, elementi fondamentali per attuare concretamente e con successo quei principi di autonomia, fiducia e profondo rispetto per le potenzialità infantili di cui parla Maria Montessori.

 

Da dove iniziare?

 

Destreggiarsi nell’universo montessoriano non è semplice. Negli ultimi anni la fama del Metodo è cresciuta in maniera esponenziale e molti sono i genitori che hanno compiuto la scelta di adottare questa filosofia di rispetto per il bambino, tentando di applicarne il più possibile i principi in casa.

Un educatore montessoriano deve compiere un lungo processo di formazione e fondamentalmente non smette mai di formarsi. Anche i genitori possono però fare del loro meglio per offrire ai propri figli un’educazione fatta di ascolto, sostegno all’autonomia, autodisciplina e rispetto.

Di questo è fermamente convinta Daniela Valente. Amministratrice di un’azienda internazionale di hi-tech, inizia a conoscere il metodo Montessori quando diventa mamma e proprio a partire dalla sua esperienza di genitore ha deciso di offrire il proprio contributo alla diffusione dell’approccio montessoriano al bambino e alla sua educazione.

Qualche anno fa Daniela pubblica il suo primo libro “Come liberare il potenziale del vostro bambino da 0 a 2 anni”, che nel giro di poco tempo diviene un bestseller, a cui segue dopo qualche tempo “Come liberare il potenziale del vostro bambino da 3 a 6 anni.

Le sue guide hanno aiutato moltissimi genitori ad acquisire una una infarinatura dei principi fondamentali della psicopedagogia montessoriana e a scoprire quali sono i bisogni principali di sviluppo del bambino nei primi anni di vita. Nelle guide, inoltre, Daniela Valente offre molteplici consigli di attività educative che i genitori possono facilmente proporre in casa.

 

 

Il corso Montessori per genitori

 

Il successo dei suoi libri e la sempre maggiore curiosità verso il Metodo hanno portato Daniela Valente alla decisione di offrire a genitori e quanti si occupano di bambini una ulteriore opportunità di formazione.

È nato così il corso Montessori per genitori.

Questo percorso, totalmente online, permette di approfondire la propria conoscenza del metodo Montessori in maniera chiara, sistematica e coincisa. Grazie a questi insegnamenti sarà possibile per i genitori (e non solo) integrare la filosofia montessoriana nella vita familiare, accompagnando in maniera rispettosa e naturale il bambino nel proprio sviluppo.

Il vantaggio maggiore di tale proposta è senza dubbio la flessibilità: non ci sono, infatti, orari prestabiliti. Tutto il materiale didattico (video e materiale PDF) è comodamente scaricabile, per cui l’utente può decidere comodamente quando e dove dedicarsi alla propria formazione.

Nel corso di sei mesi si riceve con cadenza settimanale il materiale di studio e il partecipante al corso avrà accesso ad un gruppo Facebook riservato, con la possibilità di confrontarsi direttamente con gli altri corsisti e con Daniela Valente.

Alla fine del percorso, ogni corsista riceverà un attestato di partecipazione.

Tra i temi trattati figurano:

 

  • ​​​​​​​​​​​​​​I piani di sviluppo e l’importanza di iniziare l’educazione dalla nascita;
  • I principi fondamentali del metodo Montessori;
  • Autodisciplina – Cos’è e come favorirla;
  • I periodi sensitivi – Come riconoscerli? Quali attività proporre per ciascun periodo?;
  • L‘importanza del movimento;
  • L’importanza delle attività di Vita pratica;
  • Quali attività di Vita pratica proporre e quando?;
  • La preparazione dell‘ambiente: teoria e pratica;
  • Lo sviluppo del linguaggio: teoria e pratica;
  • Aiutami a fare da solo – Cosa significa e come metterlo in pratica;
  • Premi e punizioni;
  • Molto altro ancora.

 

Una opportunità per voi

 

Daniela Valente ha deciso di offrire ai lettori di Aiutami a fare da me una bella opportunità.

Inserendo in fase di acquisto il codice AIUTAMI-M4U potrete ricevere uno sconto del 15% sull’acquisto del corso e del libro “Come liberare il potenziale del vostro bambino da 0 a 2 anni”.

Un’occasione da non perdere per portare con consapevolezza la filosofia Montessori nella vostra famiglia.

Potete acquistare il Corso e il libro a QUESTO LINK.

Non dimenticate di inserire il codice AIUTAMI-M4U per usufruire del vostro sconto speciale!

Non mi resta che augurarvi un buon percorso di crescita, personale e genitoriale.

 

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Osservarli per capirli – L’osservazione del bambino nell’educazione montessoriana

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Bambini e coltelli: perché dovrebbero utilizzarli e con quale progressione proporli

Bambini e coltelli: perché dovrebbero utilizzarli e con quale progressione proporli

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Bambini iperstimolati: ma serve davvero?

Bambini iperstimolati: ma serve davvero?

 

È opinione comune e piuttosto radicata che per poter crescere e svilupparsi pienamente il bambino necessiti fin dall’inizio di essere adeguatamente stimolato.

È certamente vero che i primi anni di vita rappresentano un periodo estremamente importante e fertile, un intervallo di tempo in cui si gettano le basi per tutti gli apprendimenti futuri. Occorre però operare una riflessione circa cosa significhi “stimolare” un bambino e quali effetti questo comporta.

In una società frenetica ai limiti del patologico, in cui gli individui sono spinti al consumo veloce e alla competizione continua, anche i bambini finiscono inevitabilmente per divenire oggetto di un vero e proprio bombardamento massiccio e continuo di stimoli.

Già a pochi mesi si ritiene che possano annoiarsi se non gli si offrono continuamente nuovi oggetti da toccare o guardare. Vengono messi seduti precocemente con supporti vari e gli si propinano giocattoli di plastica dalle mille luci, suoni e colori, nell’idea che essi siano più ricchi e dunque funzionali allo sviluppo. Insomma, gli si offre troppo e troppo presto, senza preoccuparsi adeguatamente della loro effettiva capacità di elaborare e “digerire” una tale quantità di stimoli.

E come afferma Umberto Galimberti:

 

Quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli al bambino restano solo due possibilità: o ‘andare in angoscia’, o ‘appiattire la propria psiche’ in modo che gli stimoli non abbiano più alcuna risonanza. In questo secondo caso siamo alla psicopatia, all’apatia della psiche che più non elabora e più non evolve, perché più non ‘sente’[1]

 

Ecco dunque che un proposito positivo rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio, con ripercussioni anche gravi sulla crescita dei più piccoli. Sono diversi, infatti, gli studi che associano l’iperstimolazione precoce a ipercinesia, irrequietezza, difficoltà di attenzione e concentranzione. L’eccessiva e ripetuta fruizione di stimoli infatti rende necessarie continue nuove stimolazioni affinché l’attività cerebrale si mantenga adeguata.

 

Di cosa ha bisogno la mente del bambino?

 

Maria Montessori definiva la mente del bambino ‘mente assorbente‘, in quanto essa possiede lo straordinario potere di assorbire in maniera inconscia gli elementi presenti nell’ambiente di vita. Fin dalla nascita, ogni volta che il bambino compie un’esperienza (ad esempio guardando, toccando o assaggiando un oggetto) nel suo cervello si lavora alla creazione di milioni di connessioni che costituiranno la sua ‘carne mentale’, gli strumenti cognitivi e comunicativi che lo renderanno un adulto consapevole.

Come detto però, tale assorbimento avviene attivamente quanto inconsciamente. Il bambino è guidato da forze interiori (i periodi sensitivi) che lo orientano nelle sue relazioni con il mondo, ma non possiede ancora gli strumenti per portare razionalmente ordine tra le impressioni ricevute (capacità che si potrà acquisire solo successivamente, ad esempio grazie all’utilizzo del materiale sensoriale di sviluppo).

Per queste ragioni il compito dell’adulto non si può ridurre all’offrire al bambino un ambiente ricco, ma concerne anche il prestare attenzione alla tipologia e alla qualità delle proposte!

Innanzitutto, possiamo decisamente affermare che tanto più il bambino è piccolo, tanto meno risulta valido il principio secondo cui “molto è meglio“.

Ad esempio, offrire ad un piccolo di pochi mesi giochi pieni di luci, pulsanti, immagini e suoni, comporta una quantità di stimoli eccessivamente superiori a quelli che egli può tollerare ed elaborare in relazione alla sua età.

Geniali in questo le intuizioni di Maria Montessori, che oltre un secolo fa aveva compreso l’importanza di rispettare alcuni criteri nella scelta delle proposte per i bambini. L’isolamento della qualità, ad esempio, fa sì che i materiali presentino una sola caratteristica formale per volta (forma, colore, dimensione…), mentre la gradazione dello stimolo rende possibile offrire al bambino una qualità in maniera graduale (ad esempio presentando prima differenze massime tra elementi e, via via, quelle minime).

Insomma, per poter crescere in maniera sana e nel rispetto dei loro tempi, i bambini non necessitano di stimoli eccessivi e inappropriati. Ciò che serve davvero loro è amore, attenzione, contatto umano sincero e risposte adeguate ai propri bisogni. Risposte che possono giungere solo da un osservazione puntuale, attenta e non giudicante.

Fin da piccoli, offriamo loro oggetti semplici, materiali che consentano di esercitare la motricità, il problem solving, il pensiero logico e, naturalmente, l’interazione con l’altro (fondamentale ad esempio per lo sviluppo del linguaggio, che molte ricerche hanno dimostrato essere deprivato proprio a causa dell’utilizzo di troppi giocattoli elettronici, che spingono il bambino ad un uso passivo dell’oggetto).

Ne sono esempio i materiali euristici, quelli per le attività di Vita pratica, le attività pensate per rispondere a specifici bisogni di sviluppo (ad esempio inserire, aprire/chiudere, infilare/sfilare, impilare, trasportare…):

 


In conclusione

 

Possiamo quindi affermare che “stimolare” non costituisce una pratica ottimale laddove con essa si miri ad accelerare lo sviluppo infantile, sollecitando insistentemente il bambino con attività e materiali affinché acquisisca certe abilità in anticipo o impari di più.

Diverso è, invece, compiere uno “studio” del proprio bambino, osservarlo con attenzione al fine di comprenderne bisogni e necessità di sviluppo e, solo dopo, organizzare di conseguenza spazi e contesti di apprendimento, consentendogli di compiere attivamente esperienze, fare scoperte e crescere secondo i propri tempi.

Vorrei terminare questa riflessione richiamando alcune parole di Elena Balsamo, pediatra, specialista in puericultura e grande conoscitrice del Metodo:

 

I bambini non hanno bisogno di stimoli, ma di risposte ai loro bisogni. La loro anima sa benissimo di quale cibo devono nutrirsi in ogni preciso momento della loro esistenza. L’importante è non interferire con le direttive della Natura. L’adulto deve solo saper osservare il bambino, interpretare i segnali che questi gli invia e rispondere in modo adeguato.

 

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[1] Galimberti U., Quando l’odio è senza controllo, Larepubblica.it  12 gennaio 2007

 

 

 

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La motricità fine – perché è importante e con quali attività favorirne lo sviluppo

La motricità fine – perché è importante e con quali attività favorirne lo sviluppo

 

Con “motricità fine” si intende quel complesso di abilità che comportano un utilizzo raffinato dei piccoli muscoli della mano e delle dita.

Si tratta di abilità cruciali, necessarie alla vita di tutti giorni. È grazie ad esse, infatti, che possiamo scrivere, abbottonarci i vestiti, mangiare…

Lo sviluppo della motricità fine è qualcosa che spesso viene dato per scontato, poiché si presume avvenga in maniera naturale, senza bisogno di particolari sforzi.

Data l’importanza che essa riveste anche in relazione al più generale sviluppo cognitivo e all’acquisizione di apprendimenti complessi, è bene però prestare allo sviluppo di tali abilità una certa attenzione.

Nella sua lungimiranza, Maria Montessori ha spesso sottolineato la centralità per il bambino del lavoro manuale. Praticamente ogni attività e materiale montessoriano (in particolare quelli di Vita pratica) consente al bambino di conseguire, tra i molteplici scopi, un raffinamento a livello motorio. In questo modo corpo e mente, mano ed intelligenza, rimangono costantemente connessi.

E noi?

In quanto adulti ed educatori, possiamo sostenere il bambino nello sviluppo delle abilità di motricità fine attraverso l’offerta di svariati materiali ed attività.

Vediamone insieme alcuni, con un criterio di età crescente.

 

Inserire  gettoni

 

Si tratta d una attività molto semplice, che può essere proposta già intorno i 15 mesi. Sono sufficienti una scatola con un foro e dei gettoni, possibilmente di medie dimensioni.

Per prelevare i gettoni ed inserirli nella fessura il bambino dovrà far ricorso alla presa di precisione (pollice-indice-medio) e svilupperà anche notevolmente la coordinazione oculo-manuale.

Un ottimo materiale è la scatola dell’infilare montessoriana:

 

 

Lo schiaccianoci

 

Manine Montessori

 

Avvitare e svitare uno schiaccianoci è un esercizio che diverte molto i bambini. La forma di questi schiaccianoci si presta particolarmente ad essere afferrata da piccole mani e consente di esercitare la forza dei muscoli e il controllo dei movimenti. Si tratta inoltre di una attività che favorisce l’autonomia, ad esempio nella preparazione della merenda!

 

 

Attività di manipolazione

 

Le attività di manipolazione sono perfette per sviluppare la forza dei movimenti della mano. Per questo è importante offrire ai bambini una varietà di materiali da manipolare, come pasta di sale, pasta di bicarbonato, sabbia cinetica…

 

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Travasare con una paletta

 

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Le attività di travaso sono eccezionali mezzi di perfezionamento per il bambino. Grazie ad esse non solo si acquisiscono abilità centrali per la vita di tutti i giorni, ma si perfezionano i movimenti, la coordinazione oculo-manuale, la concentrazione e la pazienza.

È consigliabile iniziare con attività più semplici, che richiedono l’utilizzo delle mani o di cucchiai e palette, per poi gradualmente introdurre strumenti più complessi.

Si può travasare di tutto, dal riso colorato ai legumi. Se invece si preferisce non utilizzare materiale edibile, via con la fantasia: biglie, bottoni, ghiande in legno… costituiscono ottime alternative.

 

 

Travasi complessi

 

Pinterest

 

Man mano che le abilità motorie si raffinano è possibile proporre al bambino attività più complesse. Tra i due e i tre anni quindi potremmo offrirgli attività di travaso o di classificazione con pinze di varie forme e dimensioni, ma anche travasi liquidi con le pipette.

 


Cucitura e ritaglio

 

Pinterest

 

Sia la cucitura che il ritaglio sono attività complesse e, al tempo stesso, complete. Con esse il bambino cresce nel controllo dei movimenti, nella capacità di attenzione, nel problem solving.

Per una spiegazione più dettagliata di queste attività e di come presentarle, vi rimando ai rispettivi articoli sulla cucitura e sul ritaglio.

 

In conclusione

 

Offriamo ai nostri bambini la possibilità di prender parte alle attività che svolgiamo ogni giorno in casa. Semplicemente offrendo loro gli utensili giusti, gli daremo la possibilità di lavorare con gioia al proprio sviluppo.

 

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5 frasi montessoriane che dovremmo utilizzare con i nostri bambini

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