Francesca Perica

Che rabbia! – Consigli e racconti per aiutare i più piccoli ad imparare a gestire la rabbia

 

 

Al giorno d’oggi, per fortuna, si sente molto frequentemente parlare delle emozioni dei bambini e dell’importanza di educare quest’ultimi a riconoscere e governare i propri stati emotivi.

Imparare a gestire e modulare le proprie emozioni è un compito fondamentale quanto complesso, che richiede lo sviluppo della cosiddetta competenza emotiva, cioè la capacità di riconoscere, nominare ed esprimere nella maniera più adeguata il proprio sentire, senza lasciarsi sopraffare da esso.

È grazie a questa speciale competenza che siamo in grado non solo di vivere in maniera equilibrata ma anche di sentirci sicuri di noi stessi ed empatici nei confronti degli altri (cioè sensibili ed attenti al sentire altrui).

La competenza emotiva però non è innata: essa si sviluppa attraverso un lungo percorso, che potremmo quasi definire un “allenamento emotivo“, all’interno del quale un ruolo fondamentale è rivestito dagli adulti, genitori ed educatori.

Per un bambino piccolo, infatti, le emozioni come la rabbia sono forti e difficili da contenere e canalizzare.

Proprio per questo egli necessita di un adulto emotivamente competente, che non si faccia sopraffare dalla frustrazione ma che lo ascolti e lo aiuti a rasserenarsi nei momenti di crisi,  sostenendolo nella comprensione di cosa prova e nel trovare strategie efficaci per controllare e gestire quella emozione.

Il primo, importante messaggio che l’adulto dovrà aver cura di passare al bambino è che la rabbia, esattamente come ogni altra emozione, è naturale, che è normale provarla e che il fatto di esperirla non è negativo.

La nostra cultura infatti tende a trasmettere l’idea che esistano emozioni “positive” (gioia, entusiasmo…) e “negative” (paura, rabbia, tristezza…), e che solo le prime possano essere apertamente vissute, mentre le seconde debbano essere celate, nascoste in noi.

Ma davvero è così? Si tratta di un grande errore!

Tutte le emozioni sono naturali e fisiologiche, e senza di loro la nostra stessa sopravvivenza sarebbe impossibile!

Esse, comprese la rabbia, servono tutte e sono tutte legittime. Ciò che può essere oggetto di biasimo non è mai l’emozione, semmai il comportamento ad essa associato.

Ma come aiutare il bambino ad imparare a gestire il proprio universo emotivo ed emozioni forti come la rabbia?

Certamente non spingendolo a negarle!

La strategia migliore è senza dubbio quella di aiutarlo a dare loro un nome, validando il suo sentire ed empatizzando con esso.

Impegniamoci noi stessi a mantenere il controllo (non lasciandoci sopraffare dalla frustrazione ma offrendogli un modello positivo di condotta) e offriamogli un rispecchiamento del suo stato d’animo, esprimendo verbalmente ciò che crediamo lui stia provando: “Sembra proprio che tu sia arrabbiato. E’ naturale che ti senti in questo modo

In questo modo validiamo i sentimenti del bambino e gli offriamo un vocabolario delle emozioni, aiutandolo a conoscere nuove parole ed espressioni verbali che gli consentono di spiegare ciò che esperisce piuttosto che esprimerlo mediante condotte inadeguate (ad esempio comportamenti aggressivi).

Egli riuscirà così ad essere sempre più autonomo e nel parlare di ciò che prova attraverso i giusti vocaboli e di canalizzare positivamente il proprio vissuto.

 

Storie e racconti per imparare a gestire la rabbia

 

Nell’educazione emotiva storie e racconti rivestono un ruolo centrale: non solo i bambini si identificano nei personaggi della narrazione, riuscendo così meglio ad elaborare i propri vissuti emotivi, ma attraverso essa possono acquisire strategie e modalità di comportamento utili per gestire e regolare le proprie emozioni.

In genere infatti i racconti permettono al bambino di comprendere in maniera delicata e divertente quello che si prova in determinate situazioni, che tipo di risposte determina una certa emozione e come esprimere quest’ultima nella maniera più equilibrata.

Vi offro qui una selezione di testi per la prima infanzia incentrati sulla comprensione e la gestione della rabbia.

 

Che rabbia!

 

Roberto ha avuto davvero una brutta giornata. Appena arrivato il papà lo rimprovera e in più per cena ci sono gli spinaci, che a Roberto non piacciono. Il bimbo si rifiuta di mangiare così viene mandato in camera sua.

Per Roberto è la goccia che fa traboccare il vaso, e arrivato nella sua stanza sente qualcosa dentro di lui che sale e sale, fino ad esplodere dirompente!

È la Rabbia, che lo vuole spingere a rompere tutto ciò che lo circonda.

 

 

Ma davvero è la soluzione migliore?

Un libro per aiutare i bambini a comprendere il proprio sentire e a gestirlo in maniera autonoma anche quando esso appare più grande di noi.

 

Età consigliata: Dai 3 anni

 

Prezzo: EUR 10,82
Da: EUR 11,50

 

Il libro arrabbiato

 

Il protagonista della storia è il libro stesso, tutto rosso e molto arrabbiato. Interviene allora un topino rosa che vorrebbe calmarlo, ma da solo non ci riesce!

Serve l’aiuto del piccolo lettore per portare a termine il compito!

 

 

 

Con pazienza e fermezza, insieme, il topino e il bambino dovranno riuscire a far tranquillizzare il libro, che da rosso pian piano diverrà arancione e, infine, giallo e calmo.

Una modalità interessante per imparare a gestire la rabbia e tornare a sorridere!

 

Età consigliata: Anche prima dei 2 anni

 

Prezzo: EUR 8,41
Da: EUR 9,90

 

Ippopotamo, che rabbia!

 

 

Un albo colorato e divertente per aiutare i bambini a vivere la rabbia in modo semplice e naturale. Una storia semplice ed allegra che cattura anche i più piccoli.

 

Età consigliata: Dai 2 anni

 

Prezzo: EUR 5,86
Da: EUR 6,90

 

Che rabbia, Nino!

 

Il protagonista è un focoso rinoceronte: salta, scalcia, diventa tutto rosso, sente un vulcano esplodergli nella pancia!

 

 

Saranno i suoi amici della foresta a fargli capire che arrabbiarsi è normale e che la rabbia va semplicemente accolta, ascoltata e pian piano canalizzata.

Semplici spunti per imparare a gestire la rabbia improvvisa.

 

Età consigliata: Dai 2-3 anni

 

 

Urlo di mamma

 

Cosa succede quando la rabbia non è del bambino ma della mamma?

 

 

Un urlo della sua mamma è capace di mandare in mille pezzi il piccolo pinguino. Solo con tanta pazienza ed amore la mamma potrà ricucire le ferite del proprio cucciolo.

Già ad una prima lettura la storia colpisce per la sua capacità di comunicare l’effetto dirompente che le nostre condotte possono avere sui più piccoli.

La rabbia è un sentimento normale e le mamme, in quanto umane, non ne sono esenti. Anche loro possono perdere la calma, ma non devono condannarsi per questo. Possono anzi rimediare, chiedere scusa e riportare la pace.

 

Età consigliata: Dai 3 anni e per le mamme di tutte le età!

 

Prezzo: EUR 8,50
Da: EUR 10,00

 

In conclusione

 

Dobbiamo tenere sempre presente l’importanza del nostro ruolo di educatori e capire che impegnarsi per educare un bambino dal punto di vista emozionale significa offrirgli un aiuto immenso per divenire una persona equilibrata e felice per il resto della sua vita, capace di gestire la complessità delle sue emozioni e di viverle con la giusta naturalezza.
Cosa pensi di questa selezione di storie per aiutare i più piccoli a gestire la propria rabbia?
Ne conosci qualcun altro che credi dovrebbe essere nella lista?

 

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13 utensili per la Vita pratica – Creare un ambiente preparato Montessori per bambini dai 2 ai 6 anni

 

 

Di frequente mi vengono richiesti consigli per creare un ambiente che consenta ai più piccoli di agire e fare da sé, potendo così essere più autonomi nella soddisfazione delle proprie necessità materiali.

Nella vita quotidiana svogliamo moltissime attività che i bambini desiderano compiere: possiamo permettergli di farlo offrendo loro utensili adeguati, a misura di bambino e proporzionati, che consentano loro di svolgere realmente quelle attività (non lavando o spolverando per finta).

Attraverso l’esecuzione di questi compiti il bambino non solo consegue gli specifici scopi esterni (versarsi l’acqua da solo, pulire il tavolo, spazzare il pavimento, apparecchiare la tavola…) ma diviene sempre più in grado di controllare in modo raffinato i movimenti del suo corpo e delle mani, accresce la capacità di concentrazione e nutre la propria intelligenza.

Ho deciso quindi di selezionare alcuni utili utensili di qualità che potreste utilizzare per allestire un ambiente preparato in casa vostra:

 

Scopa e paletta in legno

 

Questa particolare scopetta ha catturato la mia intenzione perché si tratta di un utensile molto pratico per permettere al bambino di ripulire superfici come il piano di lavoro al termine di una attività (ad esempio per raccogliere quanto caduto durante lo svolgimento di un travaso solido).

Può essere anche proposta su di un vassoio per iniziare il bambino all’attività riparativa del pulire con la scopa.

 

 

Spazzolina per pulire mobili

 

Questa spazzolina presenta una impugnatura perfetta per il bambino e può essere utilizzata per svolgere attività come pulire il tavolo, la sedia o il panchetto. Mostrategli come insaponare la superficie di lavoro compiendo con la spazzolina dei movimenti circolari e lenti, quindi risciacquate con una pezza bagnata o una spugnetta.

 

The Montessori Journal

 

Questa attività lo affascinerà non solo per l’utilizzo dell’acqua e della schiuma ma anche per la complessità dei movimenti da compiere!

 

 

Spazzola per pulire frutta e verdura

 

Anche questa attività, come tutte quelle che hanno a che fare con l’acqua, attrae moltissimo i bambini!

Essa inoltre consente di renderli partecipi della preparazione del pasto, il che li renderà anche molto più ben disposti nei confronti dello stesso!

 

How We Montessori

 

Munite il bambino di grembiule impermeabile e mostrategli i movimenti da compiere per pulire grazie alla spazzolina la frutta e la verdura!

 

 

Set scopa e scopino

 

Spazzare rientra nelle cosiddette “attività riparative”, che permettono cioè di apprendere anche “riparando ad eventuali errori”. L’attività infatti permette al bambino ad esempio di ripulire dopo aver svolto dei travasi, riportando così l’ambiente alla sua bellezza originale.

In realtà però essa può essere svolta anche di per sé, per il solo piacere di spazzare. Molti bambini infatti trovano piacere in questa attività per via della sua complessità: per quanto banale infatti richiede lo svolgimento di diversi passaggi (raccogliere lo sporco in un punto con la scopa, passarlo sulla paletta, recarsi al secchio, svuotare la paletta e rimettere in ordine il tutto).

 

 

Stendino

 

Il bambino ama fare le attività che vede compiere agli adulti e tra queste rientra lo stendere i panni.

 

howwemontessori.com

 

Mettetegli a disposizione uno stendino a misura di bambino e delle mollette adatte, quindi offritegli dei panni di piccole dimensioni (tovaglioli, calzini, biancheria..). Compiere con voi questo tipo di attività lo farà sentire importante e lo aiuterà ad affinare le proprie capacità motorie.

 

 

 

Dispenser per acqua

 

Pinterest

 

Potersi servire da solo, ad esempio bevendo quando ha sete, dona al bambino sicurezza in sé e un senso di indipendenza.

Mettergli a disposizione un dispenser per l’acqua ed un bicchiere gli permette di soddisfare le proprie necessità materiali da sé, accrescendo la sua autostima e il senso di autoefficacia.

 

 

Utensili da cucina

 

Le attività in cucina sono funzionali sotto molteplici aspetti, in quanto favoriscono la messa in atto di esperienze sensoriali, lo sviluppo della coordinazione motoria, del linguaggio e del pensiero matematico.

 

YouTube

 

Possiamo rendere i bambini partecipi delle attività in cucina offrendo loro adeguati utensili. Sì, anche coltelli.

Naturalmente l’utilizzo di quest’ultimi deve essere sempre vigilato, ma partendo con gradualità (ad esempio da una semplice giardiniera per verdure) e mostrando con attenzione e sicurezza le modalità di utilizzo, rimarrete stupiti dalla cura con cui il bambino se ne servirà!

 

 

 

Learning tower

 

La learning tower è uno strumento immancabile in una casa a misura di bambino. Grazie ad essa infatti il bambino può accedere in sicurezza a piani altrimenti al di fuori della sua portata ed essere pienamente partecipe delle attività familiari. Potrà lavarsi i denti e il viso nel lavabo dei grandi, cucinare con voi sul piano cucina, svolgere attività al tavolo con mamma e papà.

 

EloBaby

 

In commercio poi esistono interessanti versioni pieghevoli, che si trasformano in tavolini a misura di bambino!

 

 

Utensili per la cura delle piante e del giardino

 

Il sentimento per la natura è qualcosa che deve essere coltivato fin dall’infanzia. Prendersi cura delle piante aiuta il bambino, in una visione di educazione cosmica, a sentirsi responsabile del tutto di cui anche lui è parte integrante, imparando così a rispettare tutti gli esseri viventi.

Offriamogli quindi utensili adatti ed attività che gli consentano di piantare, innaffiare, rastrellare… Non solo svilupperà la coordinazione motoria ma apprenderà moltissimo sulle piante e il loro ciclo di vita!

 

Prezzo: EUR 16,59
Da: EUR 19,99

 

Grembiulini in stoffa ed impermeabili

 

I grembiuli non solo aiutano il bambino a non sporcarsi/bagnarsi durante lo svolgimento delle attività di vita pratica, ma lo aiutano a “calarsi” nell’attività.

 

How We Montessori

 

Indossarlo prima di svolgere un certo lavoro aiuta il bambino a fare mente locale circa le azioni da compiere e la sequenza con cui farlo. In questo modo inoltre si demarca con esattezza il momento di inizio e di fine della determinata attività.

 

 

Ganci

 

Uno strumento semplice quanto fondamentale: grazie ad essi possiamo far sì che il bambino acceda autonomamente tanto ad utensili utili allo svolgimento di attività (scopino, strofinacci, spugne, tovaglie..) tanto ai propri indumenti personali (ad esempio appendendo la giacca da sé ogni volta che entra in casa).

Questi si applicano senza viti, quindi possono essere facilmente tolti e ricollocati in funzione delle necessità:

 

 

Spruzzino e pulitore per vetri

 

Lavare i vetri è un’attività che diverte moltissimo i bambini, che si impegnano nello spruzzare l’acqua sulla superficie per poi asciugarla con l’apposito utensile. Ricordate sempre di mostrare prima con lentezza e precisione lo svolgimento dell’attività, scandendone bene le fasi.

 

montessorilifeasweknowit.wordpress.com

 

Forse il risultato non saranno vetri perfettamente puliti, ma il vostro bambino rimarrà concentrato a lungo nell’attività, traendone grande giovamento!

 

 

Cesto per biancheria bianchi/colorati

 

Un strumento che permetterà ai bambini di aiutarvi anche nello svolgimento del bucato!

Grazie alla distinzione mediante colore tra capi bianchi e colorati il bambino sarà in grado di separare da sé i panni, offrendovi il suo personale contributo.

È interessante pensare di proporre l’attività come parte della routine serale: una volta spogliati e messi il pigiama si va insieme a mettere nel cesto i panni sporchi a seconda della tipologia!

 

 

In conclusione

 

Quelli qui proposti sono solo alcuni esempi di utensili da offrire ai vostri bambini per lo svolgimento di attività di vita pratica.

Vi raccomando, nella scelta degli utensili, di attenervi ad alcuni principi fondamentali. Scegliete materiali durevoli (magari un po’ più costosi ma che il bambino possa sfruttare nel tempo!), possibilmente di materiali naturali (legno, cotone…), proporzionati (“a misura di bambino”) ed esteticamente curati (devono “parlare” al bambino, richiamandolo all’attività).

Non mi resta che augurarvi un buon lavoro!

 

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I colori delle emozioni – Un libro per l’educazione affettiva

 

 

 

Ma? Cosa succede al mostro dei colori? È confuso, stralunato… Non riesce proprio a capire cosa stia succedendo!

Per fortuna entra in scena la sua amica, una bambina in scala di grigi.

Ecco qual’è il problema: caro mostro, hai fatto un pasticcio con le tue emozioni! Così, tutte mescolate, non funzionano bene!

La soluzione è una sola: ordinarle e sistemarle, ciascuna nel suo barattolino. Così sarà più facile riconoscerle e starai molto meglio!

 

 

Con I colori delle emozioni l’autrice spagnola Anna Llenas offre ai più piccini un aiuto nel riconoscere le principali emozioni, dandone una descrizione semplice e delicata, ricca di colore.

La dimensione emotiva è una questione centrale e molto delicata nella fascia 0-3 anni.

I bambini piccoli sono spesso travolti da grandi emozioni, che non di rado faticano a riconoscere e a gestire. L’alfabetizzazione emotiva, cioè la capacità di regolare le proprie emozioni e provare empatia per l’altro, è una competenza complessa, che si costruisce solo nel tempo.

Nel cammino verso un corretto sviluppo emotivo risulta centrale il contributo che può dare l’adulto, soprattutto attraverso adeguate strategie educative.

Il bambino infatti sarà facilitato nell’acquisizione delle competenze emotive se gli adulti che si occupano di lui lo lasceranno libero di esprimere le proprie emozioni, lo aiuteranno a verbalizzarle e gli resteranno vicino offrendogli il giusto contenimento.

È importante, quindi, non indurre alla repressione dei sentimenti (che rimarrebbero così eventi intensi ma “senza nome”) ma piuttosto aiutare il bambino a dare un nome a ciò che sta provando e a trovare semmai una soluzione all’evento che lo ha portato a sperimentare tale emozione.

Nello sviluppo della competenza affettiva albi illustrati, racconti e storie rivestono un ruolo chiave.

Il bambino può infatti trovarvi un rispecchiamento della propria esperienza, riconoscere le singole emozioni e dare loro un nome.

I colori delle emozioni presenta disegni semplici, dai tratti essenziali, e testi pieni di tenerezza. Il tutto studiato per catturare l’attenzione dei piccoli lettori ed aiutarli ad identificare le proprie emozioni, a capire cosa si sente quando si prova ciascuna di esse e come esprimerlo, tanto attraverso le parole quanto attraverso i colori.

Ogni emozione ha infatti il proprio colore: giallo per la gioia, verde per la calma, blu per la tristezza, nero per la paura, rosso per la rabbia e rosa per l’amore.

 

 

Attraverso i personaggi del mostro e della bambina impariamo che tutte le emozioni sono normali, che non c’è niente di male nel sentirsi tristi, impauriti oppure arrabbiati. Ciò che conta infatti è saper riconoscere il proprio stato d’animo, perché le nostre emozioni “in ordine funzionano meglio!“.

Saper dare loro un nome ci permette infatti di uscire dal disorientamento, vivere l’emozione stessa ed, eventualmente, agire sulla sua causa per stare meglio.

 

 

Dove trovarlo

 

Esistono ormai in commercio diverse edizioni del libro.

La versione più bella è senza alcun dubbio quella pop-up, che affascina notevolmente i piccoli lettori:

 

 

C’è poi l’edizione normale, più pratica da leggere anche fuori casa:

 

 

Attività con il libro

 

Oltre alla lettura del racconto, già di per sé molto bello ed interessante, il libro consente anche la messa in atto di attività legate al tema delle emozioni, facilmente realizzabili anche in casa.

Una di queste consiste nella realizzazione dei barattolini delle emozioni.

 

 

Con una minima spesa potete realizzare con i vostri bambini dei contenitori o dei barattoli all’interno dei quali inserire del filo o dei gettoni dei colori corrispondenti alle emozioni del testo.

Il bambino quindi potrà ricorrervi quando proverà quell’emozione, prendendo il barattolino corrispondente oppure infilando i gettoni nel corrispettivo contenitore (riflettendo così sul proprio stato d’animo, comprendendolo ed arrivando nel tempo anche a gestirlo meglio!).

 

In conclusione

 

Educare alle emozioni significa dare il proprio contributo affinché i bambini di oggi siano un domani adulti equilibrati, felici ed empatici.

Con la sua poesia, i colori e l’amicizia I colori delle emozioni è uno strumento utilissimo a tal fine… Un testo che decisamente non può mancare in una libreria di qualità!

Spero che piaccia a voi e ai vostri bambini tanto quanto è piaciuto a me.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

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I libri di Hervé Tullet: creatività ed arte per i più piccini

 

I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi. Essi, più sono piccoli e più sono aperti. Tutto è comprensibile ed è in grado di comunicare per loro con un vasto repertorio di strumenti. Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa, per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.”  

 

Hervé Tullet

 

Dopo un decennio di lavoro come direttore artistico nella pubblicità e nella comunicazione, Hervé Tullet entra nel mondo dell’illustrazione, pubblicando il suo primo libro per bambini nel 1994.

Oggi ha all’attivo una settantina di libri e viaggia per il mondo per realizzare i suoi laboratori di animazione per i bambini.

 

 

La sua genialità ricorda quella di Leo Lionni, autore di capolavori come “Piccolo blu, piccolo giallo“, e il suo intento principale è quello di coinvolgere il più possibile il lettore, al punto da farlo divenire egli stesso in parte autore della storia.

Perché un libro funzioni, secondo Tullet, è infatti necessario che esso stimoli la creatività del bambino, permettendogli di aggiungere qualcosa di sé alla storia.

Ognuno di noi ha un senso artistico che può essere risvegliato e fatto germogliare. Questo se si ha la possibilità di sperimentare, comunicare ed osare liberamente, senza pensare a realizzare un prodotto perfetto.

L’arte infatti è un mezzo, un prezioso gioco, non un fine.

Dinamicità, creatività ed emozioni: un mix che rende i libri di Hervé Tullet dei veri capolavori della letteratura per l’infanzia.

 

Un libro

 

 

Un albo semplice eppure incredibilmente coinvolgente, divertente e ricco di magia, vincitore del Premio Andersen 2011.

A partire da un pallino giallo inizia un gioco che coinvolge irresistibilmente il piccolo lettore.

Cosa succede se premiamo sul pallino? E se scuotiamo il libro? E se applaudiamo?

 

 

Seguendo le varie indicazioni il bambino (e l’adulto) interagisce con il libro, e pagina dopo pagina scopre che ad ogni sua azione corrisponde una reazione nella storia: sembra quasi una magia!

Un libro che permette quindi di stupire e coinvolgere i bambini su diversi argomenti: colori, numeri, arte, spazio…

 

 

Prezzo: EUR 10,20
Da: EUR 12,00

Età di lettura: dai 3 anni.

 

Colori

 

 

Un libro che coinvolge il piccolo lettore in un viaggio appassionante nel mondo dei colori.

Il dito del bambino diviene un pennello e il libro una tavolozza: cosa succede se mischiamo il giallo e il rosso? e se scuotiamo il libro facendo colare il giallo nel blu?

 

 

Come “Un libro” anche “Colori” è un libro interattivo, che stimola la creatività e favorisce il protagonismo del bambino, invogliandolo a prendere in mano un vero pennello e sperimentare dal vivo i movimenti suggeriti dalla storia!

 

Prezzo: EUR 10,20
Da: EUR 12,00

 

Età di lettura: dai 3 anni.

 

Un gioco

 

 

Anche con “Un gioco” Tullet riesce a conquistare pienamente i lettori, piccoli e grandi.

Il pallino diventa qui un personaggio con emozioni e sentimenti, che invita il bambino a giocare.

Servendosi del proprio dito il piccolo lettore dovrà aiutare il piccolo pallino giallo a muoversi lungo le pagine del libro, seguendo articolate linee, saltando e pronunciando parole magiche.

Un libro che non solo appassiona e coinvolge, ma che indirettamente favorisce lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale e della motricità fine, coniugando divertimento ed apprendimento.

 

Prezzo: EUR 10,20
Da: EUR 12,00

 

Età di lettura: a partire dai 2-3 anni

 

La fabbrica dei colori

 

 

La fabbrica dei colori” è uno strumento straordinario per progettare e realizzare attività e laboratori creativi con i bambini.

Si tratta di una raccolta di progetti selezionati e sperimentati da Tullet in giro per il mondo, per dare voce alla propria immaginazione ed esprimersi liberamente nel gioco.

 

 

Nel libro l’autore spiega come svolgere le attività, quali materiali utilizzare e come organizzare il tutto affinché l’evento sia un successo!

Una fonte di ispirazione e di spunti creativi sia per i genitori che per educatori ed insegnanti.

 

 

Età di lettura: a partire dai 3 anni

 

In conclusione

 

I meravigliosi libri di Hervé Tullet favoriscono lo sviluppo dell’immaginazione e della creatività, facoltà oggi spesso indebolite dall’uso eccessivo e precoce delle tecnologie, valorizzando anche l’aspetto dell’interattività.

Si tratta di libri di qualità, che non possono mancare nelle librerie dei piccoli lettori.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

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Il riordino: un difficile compito? – Alcune strategie

 

 

Metti a posto!

Non voglio più ripeterlo! Metti tutto in ordine!!

 

La questione del riordino: uno dei motivi di maggior stress per i genitori, spesso motivo di vere e proprie lotte domestiche!

Trattare questo argomento non è semplice, e richiede innanzitutto una adeguata conoscenza di cosa sia l’ordine per il bambino e di quale sia la sua importanza.

L’ordine esterno (tanto ambientale quanto in termini di tempi, routine e pratiche) è infatti una condizione essenziale per il bambino al fine di costituire un proprio ordine interno.

Ciò è naturalmente molto difficile se invece essi vivono in un ambiente dominato dal caos!

Per questo motivo vi invito, prima di proseguire nella lettura di questo articolo, a leggere i seguenti, sua debita premessa:

 

– L’importanza dell’ordine per il bambino

– Consigli montessoriani per organizzare le attività per il bambino

– Perché dire “No” alle “ceste dei giocattoli”

 

L’errore più comune

 

Sentendosi in difficoltà spesso l’adulto ricorre a strumenti come urla, punizioni e minacce:

 

“Lo sai che fine fanno questi giochi se non li metti a posto? Li butto!”

Visto che non li metti in ordine li regalo ad altri bambini

Non hai messo a posto quindi niente più giro sulle giostre!

 

Ma siamo davvero certi che da mezzi quali questi possa germogliare un atteggiamento di collaborazione positiva?

Come Maria Montessori metteva in luce oltre un secolo fa, punizioni, urla e minacce sono tossiche, tanto per il bambino quanto per la famiglia tutta.

Una educazione basata su questi strumenti produce individui capace solo di obbedire e non di pensare, né tantomeno di ragionare sulle proprie azioni e sulle loro conseguenze.

Apparentemente fanno raggiungere il risultato auspicato, ma cosa brucia sotto le ceneri? Paura, frustrazione e rabbia.

 

E allora? Come fare?

 

L’intervento migliore è senza dubbio quello che avviene a monte e che consiste nel curare adeguatamente tanto l’ambiente quanto la relazione.

Ciò significa praticamente:

 

Pensare ed allestire adeguatamente lo spazio: un ambiente ben strutturato richiamerà esso stesso il bambino a mantenere l’ordine e a prendersi cura degli oggetti.

Un suggerimento è quello di creare aree gioco ben distinte, a seconda delle attività (angolo della lettura, spazio per i travasi, per le attività grafico-pittoriche…). Questo aiuterà il bambino a costruire degli schemi mentali e lo faciliterà sia nel muoversi nell’ambiente a seconda dei propri interessi, sia nel riordino delle attività una volta terminato il gioco.

 

montessori en casa

 

Stabilire dei limiti chiari e fermi: i limiti (da non confondere con i ricatti!) sono fondamentali al bambino. Se posti correttamente e spiegati lo aiutano ad orientare se stesso e la propria condotta, offrendogli sicurezza ed occasioni di apprendimento (per sapere di più sull’importanza dei limiti e su come porli vedi QUI).

In questo caso stabiliamo che: “Prima di prendere un nuovo gioco mettiamo via quello che non usiamo più”.

Sarà compito nostro ribadire il limite (con una “elastica fermezza”) e renderlo ben chiaro fin da quando il bambino è piccolo, mostrandoci noi, in primis, rispettanti lo stesso!

In questo modo il bambino avrà davanti a sé un piccolo compito e lo percepirà come un obiettivo raggiungibile. Decisamente molto più semplice che costringerlo ad affrontare un caos imperante!

 

 

Rendiamo il riordino piacevole e coinvolgente per il bambino: Ciò può essere fatto in vari modi. Possiamo partecipare noi stessi al riordino, presentandogli quindi l’attività come occasione per fare qualcosa insieme, come una squadra!

Altra strategia è quella di renderlo protagonista, stimolandolo a trovare soluzioni: “Che dici? Dove mettiamo questo gioco? È meglio mettere a posto prima questo oppure quello?“.

Non nuoce utilizzare anche canzoni o filastrocche che aiutino a creare una vera e propria routine del riordino, che diviene così conclusione naturale e piacevole di qualsiasi attività!

Al termine dell’attività facciamo notare al bambino i risultati ottenuti.

Questo però non significa sperticarci in “Bravo!”, “Come sei stato buono!“…

Piuttosto che dare un giudizio sulla persona cerchiamo sempre di mantenere il focus sulle azioni e sulle loro conseguenze: l’ambiente è in ordine e ciò è conseguenza del suo impegno.

Ciò è più che sufficiente affinché egli possa sentirsi gratificato dei propri sforzi!

 

Un aiuto dalla letteratura per l’infanzia

 

Come sempre non posso esimermi dall’offrire alcuni consigli di lettura che possono essere utili a trattare la questione riordino con i bambini.

Vi consiglio in particolare:

 

Prezzo: EUR 5,01
Da: EUR 5,90
In conclusione

 

E voi? Come gestite il momento del riordino? Quali strategie trovate più efficaci, e quali meno?

 

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“Le ricette di Maria Montessori cent’anni dopo: Alimentazione infantile a casa e a scuola” – Una recensione

 

 

Quello dell’educazione alimentare è oggi un tema molto sentito, che vede grande impegno non solo da parte delle famiglie e delle strutture educative, ma anche da parte di nutrizionisti, dietologi e grandi esperti.

Ebbene, anche nel campo dell’educazione alimentare le intuizioni di Maria Montessori hanno preceduto largamente i tempi e possono essere considerate, ancora oggi, sotto molti aspetti validi ed attuali.

Le ricette di Maria Montessori cent’anni dopo“, curato da Leonardo De Sanctis e con interventi di autori e studiosi del calibro di Giovanna Alatri, Andrea Camilleri, Renato Foschi, Elena Dompé e Paola Trabalzini, narra dell’importanza di una corretta educazione alimentare per un sano e completo sviluppo psicofisico del bambino.

Il testo inizia con l’analisi della rivoluzione operata da Maria Montessori, la quale fu tra i primi ad affermare l’importanza di tutelare l’alimentazione anche nei contesti educativi, sottolineando la necessità di garantire una adeguata refezione scolastica soprattutto nei contesti più poveri, in modo da proteggere i bambini da tutte le problematiche connesse con la malnutrizione.

La dottoressa, sempre in prima linea nella tutela dei più svantaggiati, introdusse il sistema di refezione anche all’interno delle sue Case dei Bambini, attribuendo al momento del pasto grande valenza educativa.

 

 

Come scrive Elena Dompé, emerge chiaramente come nel Metodo:

 

“Le attività connesse al mangiare diventano momenti di importante ‘apprendimento a vivere’.

 

Nelle sue scuole il pranzo avviene in un ambiente gradevole, stimolante ed educativo. Gli arredi sono proporzionati e i suppellettili studiati per favorire l’autonomia dei bambini.

Ognuno ha un ruolo in questo speciale momento: alcuni bambini si occupano dell’apparecchiatura della tavola, c’è chi serve le pietanze e chi, terminato il pasto, sparecchia, lava le stoviglie e ripone ogni cosa al suo posto.

 

©Pinterest

 

La maestra ha il compito di mostrare l’esecuzione di ogni atto, di ogni processo: come appoggiare i piatti, come versare l’acqua, come servire le pietanze… e così il pasto in comune non è più solo un importante momento di socialità condivisa ma anche un momento di perfezionamento pratico.

Per questo esso rientra pienamente nell’ambito degli esercizi della Vita pratica.

Il testo presenta molti interessanti interventi, come quello di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e di Marilena Henry-Montessori (figlia di Mario e nipote diretta di Maria Montessori), che ci narra “l’altra Maria”, con i ricordi della Montessori nella vita privata, anche e soprattutto in cucina!

Questo bel libro può quindi essere uno strumento per gli educatori, per i genitori e anche per chi si occupa di pedagogia in generale, per ricordare l’importanza dell’educazione alimentare, capire come strutturare il pasto al fine di renderlo un momento non solo di convivialità ma anche educativo e per apprendere di più in merito all’alimentazione infantile e alle pratiche in vigore in tale ambito ieri come oggi.

 

In conclusione

 

Oltre che in libreria il testo è reperibile online:

 

 

Non mi resta che augurarvi una buona ed arricchente lettura!

 

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Il lavoro del bambino secondo Maria Montessori

 

 

Nell’immaginario comune è diffusa l’idea che tutto ciò che il bambino voglia fare sia giocare.

Nel codice comunicativo dell’adulto giocare equivale a svagarsi, e quasi sempre lo svago si contrappone al lavoro: il lavoro è utile e impegnativo, il gioco invece è piacevole ma non è costruttivo, non è altro che un’occupazione futile.

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Il tavolo della natura Montessori

 

 

L’utilizzo del tavolo della natura è stato introdotto nelle scuole montessoriane sulla scia degli studi condotti da Mario Montessori nell’ambito della natura e della botanica.

Organizzare un tavolo della natura significa creare in casa o in classe uno spazio dedicato alla raccolta e all’osservazione libera di elementi della natura.

Esso si rivela uno strumento prezioso per accendere l’interesse del bambino e per introdurre materiale scientifico come gli incastri della botanica (il fiore e le sue parti, le foglie e le loro parti…).

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Perché dire “No” alle “ceste dei giocattoli”

 

 

Quando arriva il momento di allestire la cameretta per il proprio bambino molti genitori decidono di ricorrere a ceste e contenitori per riporre giochi e giocattoli vari.

All’apparenza si tratta del metodo più pratico. In tal modo i giochi occupano meno spazio e la messa in ordine è molto rapida: è sufficiente raccattare tutto e buttarlo all’interno della cesta.

Ma siamo davvero certi che la famigerata “cesta dei giocattoli” sia il modo più funzionale per ordinare i giochi dei bambini?

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