Meno cose fa il giocattolo, più cose farà la mente del bambino – Consigli per la scelta dei giochi 0-3

Meno cose fa il giocattolo, più cose farà la mente del bambino – Consigli per la scelta dei giochi 0-3

 

In prossimità di compleanni o altre ricorrenze le domande che gli adulti si pongono sono sempre le stesse: cosa posso regalare al mio bambino? Cosa potrebbe piacergli?

La vera domanda che dobbiamo porci, però, è diversa: quali necessità ha mio figlio in questo momento della sua crescita, e come posso rispondere ad esse?

Chiaramente si tratta di un quesito complesso, a cui può non essere semplice rispondere.

Un criterio, comunque, dovrebbe guidare noi adulti nella scelta dei giochi da donare ai più piccoli: proporre giochi “aperti”, ossia che si offrano a più utilizzi, stimolando così l’attività e il protagonismo del bambino.

Il principio alla base è che quante meno cose fa il giocattolo, quanto più attivo sarà il gioco!

 

 

Pensiamo alla classica macchinina giocattolo elettronica: si muove da sola, si illumina e produce autonomamente vari effetti sonori. Ma rappresenta davvero il gioco ideale da proporre? Cosa può fare il bambino con questo tipo di gioco?

È il giocattolo stesso a produrre i suoni e a muoversi e il bambino finisce quasi per essere un mero osservatore passivo dello stesso!

Se si vuole avere successo nella scelta di un gioco è quindi importante:

 

  • Che il bambino possa instaurare una relazione attiva con esso;
  • Che il gioco risponda alle capacità e agli interessi propri dello stadio evolutivo in cui il bambino si trova (altrimenti sarebbe come regalare una bicicletta ad un bambino che gattona o, viceversa, un passeggino ad un bambino di 8 anni!).

 

Osserviamo il bambino, perché solo così saremo in grado di cogliere i reali interessi che lo animano in virtù della peculiare fase dello sviluppo attraversata, e rispondiamo ad essi in maniera competente, allenandoci anche a discriminare i giochi di reale qualità: alla plastica preferiamo il legno o materiali che inviino diverse informazioni sensoriali, valutiamo se i giochi sono funzionali allo sviluppo di competenze ed abilità (motricità fine, coordinazione oculo-manuale, attenzione e concentrazione..) e se favoriscono in generale l’attività del bambino oppure lo relegano al ruolo di semplice osservatore/ascoltatore.

 

 

L’ideale è offrire al bambino  la possibilità di giocare anche con materiali poconon strutturati, meglio se naturali. Stiamo parlando di materiali che non rientrano nella concezione tradizionale di “giocattolo”, come pietre, bastoncini di vario tipo e dimensioni, blocchi di legno, scatole di cartone, ecc.., che offrono diversi vantaggi:

 

  • Permettono di evitare la sovrastimolazione: spesso si tende a pensare che se il gioco non è sufficientemente stimolante il bambino finirà per annoiarsi… ma sbagliamo! Troppe luci, colori e suoni rischiano di portare ad una sovrastimolazione e quindi all’effetto contrario di quanto sperato: l’abbandono dell’attività da parte del bambino.
  • Stimolano il pensiero creativo: questi materiali non hanno una funzione chiara e/o univoca. È il bambino a dare loro uno scopo e a strutturare l’attività, sviluppando la propria creatività.
  • Si adattano perfettamente allo stadio evolutivo del bambino: a seconda del livello di sviluppo e dei propri interessi il bambino potrà farne diversi utilizzi, traendone il nutrimento cognitivo ed affettivo necessario alla propria opera di autocostruzione.

 

Il bambino non necessita di una miriade di giocattoli, né che essi siano particolarmente sofisticati. Meglio offrirne pochi, ma ben selezionati e di qualità.

 

In conclusione

 

Come afferma Anna Tardos:

 

L’essenziale è che il bambino giochi con i giocattoli e non i giocattoli con il bambino“.

 

Riflettiamo quindi sull’effettivo valore e sulla funzionalità delle nostre proposte. 

Non mi resta che augurarvi buon lavoro!

 

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