autonomia

I travasi liquidi

 

 

In un ambiente montessoriano, nell’area dedicata alle attività di vita pratica possiamo sempre trovare uno spazio dedicato alle attività di travaso.

Le attività di travaso, tanto di solidi quanto di liquidi, assumono grande valore pedagogico: non solo consentono di allenare la precisione dei movimenti, la coordinazione motoria ed oculo-manuale, l’attenzione e la concentrazione, ma anche di rendere il bambino più autonomo nella vita quotidiana. Continua a leggere

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I telai delle allacciature

 

 

Per poter divenire sempre più competente ed autonomo il bambino ha bisogno di tempo e, soprattutto, di molto esercizio.

I telai delle allacciature sono un materiale montessoriano studiato per favorire l’esercizio dei piccoli movimenti della mano e della coordinazione oculo-manuale attraverso lo svolgimento di operazioni utili anche all’incremento dell’autonomia nella vita quotidiana (in questo caso nella vestizione).

Maria Montessori li descrive così:

 

 Oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti […] questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati corrispondano reciprocamente gli ordegni che servono ad allacciare

 

La loro struttura è molto semplice: si tratta di una cornice di legno cui sono fissati lateralmente due rettangoli di stoffa.

I due lembi devono essere assicurati l’uno all’altro mediante specifiche chiusure. Ogni telaio presenta un solo tipo di allacciatura, in modo che il bambino possa focalizzare adeguatamente la propria attenzione su di essa ed esercitarvisi per il periodo di tempo necessario, fino a quando, padroneggiati movimenti necessari, sarà in grado di passare ad un livello di complessità più elevato.

Anche nel caso dei telai delle allacciature, infatti, vige il criterio della gradualità. La prima presentazione di questo materiale, che può essere svolta intorno ai 20-22 mesi, prevede un telaio con una semplice chiusura in velcro. Successivamente, a partire dai 22-24 mesi, è possibile introdurre telai via via più complessi, con chiusure lampo, bottoni, nastri ed occhielli

 

 

Lavorando con i telai delle allacciature il bambino sviluppa la concentrazione, la coordinazione fine-motoria e la precisione nel lavoro. Come ci dice la Montessori infatti:

 

Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere piegato con un mano, mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente

 

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Questo lavoro mostra chiaramente come atti pratici concreti possono diventare ottimi mezzi per lo sviluppo infantile.

 

Modalità di presentazione

 

Poniamo ad esempio il telaio dei bottoni (dai 36 mesi in poi).

È molto importante svolgere la presentazione di questo materiale con grande lentezza e precisione nei movimenti, in modo che il bambino possa ben cogliere ogni passaggio necessario allo svolgimento dell’attività ed avere un modello perfetto per l’esecuzione della stessa. Se necessario ripetere anche più volte la presentazione.

Mostriamo innanzitutto al bambino come trasportare questo materiale: esso va afferrato saldamente ai lati e trasportato perpendicolarmente al corpo.

Adagiamo con delicatezza il telaio sul piano di lavoro e sediamoci alla destra del bambino. Con la mano sinistra afferriamo il lembo della stoffa superiore subito sotto il primo bottone più in alto e solleviamola leggermente.

Con la mano destra, utilizzando la presa di precisione (pollice ed indice a pinza), afferriamo il bottone, lo ruotiamo in verticale e lo spingiamo per sfilarlo dall’asola.

Solleviamo di poco la stoffa superiore per mostrare al bambino che il bottone c’è ancora, e che la chiusura è stata aperta. Ripetiamo quindi l’operazione con tutti i restanti bottoni.

Quando tutti i bottoni sono aperti, afferriamo i lembi alle estremità del rettangolo di stoffa destro e apriamolo. Ripetiamo l’operazione con l’altro rettangolo e diciamo: “Aperto”.

Avvisiamo il bambino che ora chiuderemo il telaio: afferriamo per le estremità prima il rettangolo sinistro e poi il destro, richiudendoli verso l’interno.

Utilizzando la presa di precisione, con la mano sinistra afferriamo il primo bottone dal basso e mostriamo al bambino la coincidenza dello stesso con l’asola. La mano destra, sempre con la presa di precisione lo accoglie e lo fa passare del tutto, mentre la sinistra passa a reggere la stoffa. Ripetiamo l’operazione con tutti i bottoni e, una volta terminato, lasciamo che sia il bambino a provare, sperimentandosi con il materiale.

Non correggetelo mentre lavora autonomamente. Se vi rendete conto che non ha ben acquisito la presentazione, sarà sufficiente ripetergliela nuovamente.

 

Dove acquistare i telai delle allacciature Montessori?

 

Online è possibile reperire con molta facilità i telai delle allacciature montessoriani. Un esempio sono questi, in vendita su Amazon:

 

 

Telai delle allacciature DIY

 

Per chi si diletta di fai da te è anche possibile realizzare i telai in casa, riciclando magari i vestiti non più utilizzati.

In questo video la dimostrazione di come realizzare un telaio delle allacciature con pochi euro:

 

 

In conclusione

 

Ricordate sempre, quale fosse un mantra, che “Ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo“.

Con i telai sosteniamo il bambino nella sua progressiva conquista dell’indipendenza.

Buon lavoro!

 

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Perché cambiare il pannolino in piedi

 

 

Maria Montessori ci parla del bambino come di un essere straordinario, che fin dal momento in cui viene al mondo investe tutte le proprie energie ed il proprio impegno per costruire se stesso, conquistando gradualmente e non senza difficoltà quell’autonomia necessaria a diventare l’uomo del domani.

La conquista dell’autonomia passa anche e soprattutto attraverso la cura del sé, per questo l’adulto deve impegnarsi per coinvolgere e rendere protagonista fin da piccolo il piccolo dei gesti che riguardano la cura della persona. Tra questi rientra, naturalmente, anche il delicato momento del cambio. Continua a leggere

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10 principi guida per una educazione montessoriana

Maria Montessori ha speso la propria vita di studiosa e di donna per diffondere una nuova concezione dell’infanzia e del bambino: egli non è un pezzo di cera che l’adulto modella a proprio piacimento, ma un essere competente fin dalla nascita, ricco di potenzialità e capacità, che lavora costantemente alla propria autocostruzione.

Quali sono i principi cardine che deve aver ben presente chi vuole occuparsi di educazione? Vediamoli insieme: Continua a leggere

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Lettino montessoriano… Perché sceglierlo?

 

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Le camerette ispirate ai precetti del pensiero educativo montessoriano sono caratterizzate da un letto “molto basso, quasi rasente al suolo dove il bambino possa stendersi ed alzarsi a suo piacere[1].

Ne Il segreto dell’infanzia Maria Montessori dedica un intero capitolo al tema del dormire e all’importanza rivestita da una adeguata riforma del letto quale aiuto tanto alla vita fisica quanto alla vita psichica del bambino. Le parole con cui Montessori descrive il classico lettino con le sbarre sono forti, ma scuotono le coscienze ed invitano alla riflessione: “è una gabbia alta di ferro, dove i parenti li fanno scendere su un giaciglio forzato, […] questa creatura piangerà sì, ma non si farà male[2]

Come è noto uno dei principi di base del metodo Montessori è quello di dare libertà al bambino: libertà significa amore, nonché fiducia sconfinata nelle infinite possibilità del bambino, potenzialità che però possono rivelarsi ed espandersi pienamente solo se il bambino è liberato dalle costrizioni. Continua a leggere

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Dire addio al pannolino con la filosofia montessoriana!

 

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Il momento dello “spannolinamento” è spesso atteso dal genitore con un misto di felicità e di ansia. Da un lato l’adulto è felice del fatto che il bambino possa riuscire a compiere questo ulteriore grande passo verso l’autonomia necessaria alla gestione della propria persona, dall’altro lato però è preoccupato, teme le possibili regressioni che il bambino potrà incontrare lungo il percorso e ha paura di non riuscire a gestire il processo correttamente.

Ma cosa significa per un bambino dire addio al pannolino? Quando questo diviene possibile e come può l’adulto accompagnarlo correttamente verso questa grande conquista?  Continua a leggere

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Educare all’indipendenza

 

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Il metodo educativo montessoriano è basato sulla libertà del bambino: l’educazione dovrà quindi intervenire per aiutarlo nella conquista della propria libertà. Tale conquista renderà il bambino padrone di se stesso e gli permetterà di rivelare la sua vera natura.

In quanto individuo sociale, il bambino presenta fin dalla nascita legami che in vari modi finiscono per limitare la sua attività.

Un metodo educativo incentrato sulla libertà deve quindi operare prima di tutto per aiutare il bambino a conquistarla, liberandosi da tutti quei legami che limitano le sue manifestazioni spontanee, e guidarlo per i sentieri dell’indipendenza.

Maria Montessori infatti scriveva: “Non si può essere liberi se non si è indipendenti[1].

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Dall’allattamento al cucchiaino: alimentazione infantile e autonomia

L’alimentazione non consiste solo nella semplice nutrizione ma è una attività densa di aspetti emotivi, cognitivi e relazionali che andranno a costituire la base dei primi rapporti del bambino.

Il momento del pasto è a tutti gli effetti un momento educativo che può favorire od ostacolare  lo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale dei bambini.

Proprio per queste ragioni si tratta di un momento che va pensato perché il bambino possa sperimentare la propria autonomia e la propria capacità di soddisfare i suoi bisogni, ma anche perché possa scoprire l’importanza della convivialità. Continua a leggere

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