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Metodo Montessori: una educazione per la pace

 

 

Nella Giornata internazionale della Pace, non può di certo mancare un riferimento all’opera di Maria Montessori.

Divenuta famosa per il suo impegno nell’educazione, la Dottoressa ha dedicato però anche grandissima attenzione a temi quali la questione delle donne, il voto politico per le stesse, le condizioni di svantaggio sociale delle classi più deboli, il problema dell’educazione dei bambini con deficit cognitivi e non.

La Pace e le vie per costruirla sono state sempre elemento costituivo della sua riflessione e fu proprio attraverso il suo lavoro con i bambini che ella arrivò alla soluzione: l’educazione è l’arma della Pace. Continua a leggere

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I “capricci”? Espressione di un bisogno!

 

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“Piantala di fare i capricci!”

 

Quante volte l’abbiamo sentito? E quante volte, noi stessi, l’abbiamo detto?

Ebbene, Maria Montessori non aveva alcun dubbio in merito: i capricci non esistono.

Almeno, non nel senso in cui comunemente essi vengono intesi.

Basta leggere alcune pagine de Il segreto dell’infanzia o de La mente del bambino per capire che anche le più apparentemente inutili “scenate” nascondono un malessere, o meglio, come diceva la Montessori, un bisogno insoddisfatto.

Gli attacchi d’ira del bambino, le sue lacrime, non sono, quindi, immotivate. C’è una ragione che cova sotto le ceneri. Il vero problema è che noi non la comprendiamo.

Dovremmo quindi sforzarci di modificare il nostro sguardo, smettendo di considerare i capricci comportamenti sgradevoli ed inadeguati, e piuttosto guardare loro come un tentativo di comunicazione (per quanto poco efficace).

Mettiamoci nei panni del nostro bambino di due anni. I terrible two, li chiamano, “l’epoca dei capricci” per eccellenza.

Ma a cosa sono dovute queste manifestazioni?

Il primo passo per gestire adeguatamente un “capriccio” è capire che tale atteggiamento non è una sfida che il bambino rivolge al genitore, ma una componente normale e sana della crescita infantile.

Tra i 18 e i 36 mesi il bambino vive una forte spinta all’autonomia: egli è tutto orientato ad affermare se stesso come essere a sé, diverso dal genitore, con cui fino a poco tempo prima era stato un tutt’uno. Inizia così la fase del negativismo, o fase dei no.

Ma questo è anche il periodo in cui il bambino inizia a compiere nel mondo esperienze sempre più complesse, cui si associano sempre più complesse emozioni e stati d’animo, che non sempre egli è in grado di controllare.

La percezione del mondo che il bambino ha chiaramente non è la stessa che ha l’adulto. Cose per noi apparentemente prive di significato (portare a termine un gioco prima di uscire, svolgere una routine secondo un dato ordine…) per lui possono essere invece di importanza vitale e provocare un intenso sconvolgimento emotivo, con conseguenti crisi di rabbia, strilli e rifiuti.

A mancare, poi, è spesso una adeguata competenza linguistica, che potrebbe aiutarlo ad esprimere il proprio disagio secondo forme comunicative più accettabili di urla e calci.

Solo mutando il nostro sguardo saremo in grado di assumere un atteggiamento di accoglienza e aiutare il bambino ad acquisire le competenze necessarie per superare le difficoltà sottostanti il “capriccio” (gestire le proprie emozioni, capacità di tollerare la frustrazione…).

Quello che abbiamo di fronte è un bambino che ha semplicemente, umanamente, perso il controllo e le cui emozioni (collera, frustrazione, delusione…) hanno preso il sopravvento.

Ma mentre nel caso di un adulto tendenzialmente tale condizione è legittimata (a chi non è capitato di perdere il controllo?) nel caso del bambino ciò non è minimamente tollerato.

L’adulto pretende che il bambino, per quanto piccolo, sia in grado di “ricomporsi”, di ritrovare magicamente l’equilibrio.

E laddove ciò non accade, parte il giudizio: “Sei proprio un monello“, “Sei un capriccioso! Devi imparare a darti una regolata!

 

Come comportarsi?

 

Il consiglio montessoriano che preferisco è quello di parlare ai vostri bambini, verbalizzare il loro bisogno e, nei limiti del possibile, trovare una soluzione insieme.

Quando il bambino è nel pieno di una crisi emotiva, a poco servirà imporgli di calmarsi, come anche tentare di parlargli. Sarebbe come gettare benzina sul fuoco.

Si, è difficile. Nessuno vuole dire il contrario. Ma l’adulto deve essere in grado di fare un bel respiro e mantenere la calma.

 

laprensagrafica.com

 

Avvicinatevi, cercate il suo sguardo (solo se davvero in crisi, tentate anche un contenimento fisico abbracciandolo) e attendete che si stabilisca un contatto. Quando il bambino vi sembra ricettivo riportategli, con voce calma e con un tono basso, il suo comportamento in maniera oggettiva (senza giudizio!) e cercate di verbalizzare l’esigenza che vi sembra celata dietro (cosicché egli possa veder legittimato il suo sentire, pur nella non accoglienza della richiesta). Se possibile, potrete quindi proporgli un’alternativa ragionevole in grado di soddisfare il suo bisogno.

Ad esempio:

 

Sei triste perché avresti tanto voluto quel gioco, vero? Lo avresti tanto voluto e ora sei arrabbiato perché non è stato possibile comprarlo. Ti capisco. Se vuoi, però, possiamo fare un’altra cosa, ad esempio X

 

Altro consiglio che mi sento di fornire è quello di prevenire, prevenire sempre.

Chi meglio di un genitore può sapere quale momento della crescita sta attraversando il proprio bambino e quali sono le necessità ad esso connesse?

Se sappiamo, ad esempio, che il nostro bambino sta attraversando un momento di irresistibile interesse per il movimento (per cui si arrampica dappertutto) possiamo prevenire problemi evitando di porlo in situazioni in cui vi sarebbe un richiamo all’attività tale da provocare una frustrazione incontenibile in caso di rifiuto.

Il sistema nervoso del bambino è, in questa età, ancora in pieno sviluppo. Tollerare la frustrazione non è semplice, ma è una capacità (così come la gestione delle emozioni) che può essere allenata pian piano.

Solo, però, se dall’altra parte c’è un adulto in grado di offrire un modello di competenza, che sia in grado (laddove necessario) di porre i giusti limiti ma anche di accogliere i legittimi bisogni con amore e rispetto.

Vorrei concludere con alcune parole di Maria Montessori:

 

Di fronte all’adulto il bambino è disposto all’obbedienza fino alle radici dello spirito.

Ma quando l’adulto gli chiede che egli rinunci, in favor suo, al comando del motore che sospinge la creatura secondo norme e leggi inalterabili, il bambino non può obbedire. Sarebbe come pretendere di fargli interrompere lo spuntare dei denti nel periodo della dentizione.

I capricci e le disobbedienza dei bambini non sono altro che aspetti di un conflitto vitale fra l’impulso creatore e l’amore verso l’adulto, il quale non lo comprende.

Quando, invece di trovare obbedienza, insorge un capriccio, l’adulto deve pensare sempre a cotesto conflitto e individuarvi la difesa di un gesto vitale necessario allo sviluppo del bambino”

 

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La cucitura – La proposta montessoriana per imparare ad utilizzare ago e filo sin da piccoli

 

 

Maria Montessori ci ha lasciato un insegnamento prezioso: il movimento è essenziale alla vita.

Per questo il bambino ne è irresistibilmente attratto e, per questo, la sua educazione non può prescindere dall’educazione dei movimenti.

Tutte le attività di vita pratica (dalla cura dell’ambiente alla cura della persona) hanno, infatti, come scopo indiretto il raffinamento psicomotorio.

I bambini ne sono affascinati ed appagati perché esse consentono di svolgere attività reali, con uno scopo preciso, che gli richiedono una certa esattezza nell’esecuzione per giungere a buon fine.

La precisione, diceva Maria Montessori, è la chiave per il successo.

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Le carte delle nomenclature

 

Le carte della nomenclature sono solo una delle tecniche sviluppate nell’ambito del Metodo Montessori per aiutare il bambino nella sua opera di costruzione e perfezionamento del linguaggio.

Esse lo aiutano non solo ad arricchire il suo vocabolario, ma anche ad identificare e associare la parola con l’oggetto, a classificare e, quindi, ad interpretare meglio la realtà. Continua a leggere

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Storie di donne che tutti i bambini dovrebbero leggere!

 

Come noto domani, 8 marzo, ricorre la Giornata Internazionale delle Donne, istituita a ricordo da un lato delle conquiste politiche, sociali ed economiche delle donne, dall’altro delle violenze e delle discriminazioni da loro  a lungo subite nel corso della storia.

Al di là della specifica ricorrenza ritengo che molta strada sia ancora da fare affinché si possa dir raggiunta una effettiva eguaglianza tra i sessi, e tale lavoro va fatto anche e soprattutto mediante l’educazione!

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I telai delle allacciature

 

 

Per poter divenire sempre più competente ed autonomo il bambino ha bisogno di tempo e, soprattutto, di molto esercizio.

I telai delle allacciature sono un materiale montessoriano studiato per favorire l’esercizio dei piccoli movimenti della mano e della coordinazione oculo-manuale attraverso lo svolgimento di operazioni utili anche all’incremento dell’autonomia nella vita quotidiana (in questo caso nella vestizione).

Maria Montessori li descrive così:

 

 Oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti […] questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati corrispondano reciprocamente gli ordegni che servono ad allacciare

 

La loro struttura è molto semplice: si tratta di una cornice di legno cui sono fissati lateralmente due rettangoli di stoffa.

I due lembi devono essere assicurati l’uno all’altro mediante specifiche chiusure. Ogni telaio presenta un solo tipo di allacciatura, in modo che il bambino possa focalizzare adeguatamente la propria attenzione su di essa ed esercitarvisi per il periodo di tempo necessario, fino a quando, padroneggiati movimenti necessari, sarà in grado di passare ad un livello di complessità più elevato.

Anche nel caso dei telai delle allacciature, infatti, vige il criterio della gradualità. La prima presentazione di questo materiale, che può essere svolta intorno ai 20-22 mesi, prevede un telaio con una semplice chiusura in velcro. Successivamente, a partire dai 22-24 mesi, è possibile introdurre telai via via più complessi, con chiusure lampo, bottoni, nastri ed occhielli

 

 

Lavorando con i telai delle allacciature il bambino sviluppa la concentrazione, la coordinazione fine-motoria e la precisione nel lavoro. Come ci dice la Montessori infatti:

 

Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere piegato con un mano, mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente

 

baandek.org

 

Questo lavoro mostra chiaramente come atti pratici concreti possono diventare ottimi mezzi per lo sviluppo infantile.

 

Modalità di presentazione

 

Poniamo ad esempio il telaio dei bottoni (dai 36 mesi in poi).

È molto importante svolgere la presentazione di questo materiale con grande lentezza e precisione nei movimenti, in modo che il bambino possa ben cogliere ogni passaggio necessario allo svolgimento dell’attività ed avere un modello perfetto per l’esecuzione della stessa. Se necessario ripetere anche più volte la presentazione.

Mostriamo innanzitutto al bambino come trasportare questo materiale: esso va afferrato saldamente ai lati e trasportato perpendicolarmente al corpo.

Adagiamo con delicatezza il telaio sul piano di lavoro e sediamoci alla destra del bambino. Con la mano sinistra afferriamo il lembo della stoffa superiore subito sotto il primo bottone più in alto e solleviamola leggermente.

Con la mano destra, utilizzando la presa di precisione (pollice ed indice a pinza), afferriamo il bottone, lo ruotiamo in verticale e lo spingiamo per sfilarlo dall’asola.

Solleviamo di poco la stoffa superiore per mostrare al bambino che il bottone c’è ancora, e che la chiusura è stata aperta. Ripetiamo quindi l’operazione con tutti i restanti bottoni.

Quando tutti i bottoni sono aperti, afferriamo i lembi alle estremità del rettangolo di stoffa destro e apriamolo. Ripetiamo l’operazione con l’altro rettangolo e diciamo: “Aperto”.

Avvisiamo il bambino che ora chiuderemo il telaio: afferriamo per le estremità prima il rettangolo sinistro e poi il destro, richiudendoli verso l’interno.

Utilizzando la presa di precisione, con la mano sinistra afferriamo il primo bottone dal basso e mostriamo al bambino la coincidenza dello stesso con l’asola. La mano destra, sempre con la presa di precisione lo accoglie e lo fa passare del tutto, mentre la sinistra passa a reggere la stoffa. Ripetiamo l’operazione con tutti i bottoni e, una volta terminato, lasciamo che sia il bambino a provare, sperimentandosi con il materiale.

Non correggetelo mentre lavora autonomamente. Se vi rendete conto che non ha ben acquisito la presentazione, sarà sufficiente ripetergliela nuovamente.

 

Dove acquistare i telai delle allacciature Montessori?

 

Online è possibile reperire con molta facilità i telai delle allacciature montessoriani. Un esempio sono questi, in vendita su Amazon:

 

 

Telai delle allacciature DIY

 

Per chi si diletta di fai da te è anche possibile realizzare i telai in casa, riciclando magari i vestiti non più utilizzati.

In questo video la dimostrazione di come realizzare un telaio delle allacciature con pochi euro:

 

 

In conclusione

 

Ricordate sempre, quale fosse un mantra, che “Ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo“.

Con i telai sosteniamo il bambino nella sua progressiva conquista dell’indipendenza.

Buon lavoro!

 

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Il ritaglio

L’attività del tagliare con le forbici rientra nel più grande ambito delle attività di Vita pratica.

Tagliare la carta affascina molto il bambino poiché si tratta di un’azione dagli effetti chiari, evidenti ed immediati, che induce una trasformazione significativa del materiale: da una striscia di carta si ottengono due segmenti, poi tre, quattro…

Anche i colori della carta, il suo grado di ruvidezza, il rumore delle forbici che si aprono e si chiudono risultano essere importanti punti di interesse che spingono e motivano all’attività.

Spesso si tende ad evitare che i bambini entrino in contatto con oggetti come le forbici, considerate troppo pericolose per essere maneggiate dai piccoli.

In realtà già a partire dai 22-24 mesi risulta essere utile introdurre il bambino a tale attività, non solo perché centrale nella vita di tutti i giorni, ma anche perché utile a favorire il suo sviluppo psico-fisico. Essa infatti migliora la motricità fine, la coordinazione dei piccoli movimenti della mano e quella oculo-manuale, rafforza i muscoli e facilita lo sviluppo della concentrazione!

Per fare in modo che l’attività risulti divertente e appassionante sarà importante commisurarne le difficoltà al livello di capacità del bambino. Le attività che proponiamo devono sempre avere il giusto grado di complessità, in maniera da non risultare né troppo semplici (dunque noiose), né troppo complesse (quindi frustranti). Ovviamente essa andrà svolta sotto l’attento controllo dell’adulto, in maniera da evitare spiacevoli incidenti.

Come preparare l’attività

Il materiale di cui necessitiamo è semplice: un paio di forbici e della carta.

Le forbici

La scelta delle forbici è molto importante. Come sappiamo Maria Montessori sostiene che l’adulto debba offrire al bambino oggetti reali, che gli consentano non di “far finta di”, bensì di eseguire realmente le attività che egli vede fare all’adulto.

Spesso si pensa che offrendo al bambino forbici di plastica sia possibile ovviare ogni problema di sicurezza. Io vi dico invece che ciò che più conta è l’atteggiamento e il modo con cui presentiamo gli oggetti al bambino.

Questo non vuol dire, naturalmente, non prendere precauzioni di alcuna sorta. Dobbiamo capire però che affinché l’attività possa stimolare davvero l’interesse del bambino, essa deve essere realmente gratificante.

Quando offrite le forbici al bambino quindi dategli prima la possibilità di osservarle e toccarle, spiegandogli con tono pacato ma anche sicuro e fermo che si tratta di un oggetto che va utilizzato e maneggiato con molta cautela, perché quello che sta per svolgere è un lavoro complesso che richiede attenzione a non farsi male. Ribadite se necessario questo messaggio sempre con calma e dolcezza, ma soprattutto mostrate voi stessi questa attenzione nel maneggiare le forbici durante la presentazione dell’attività.

Per esperienza personale posso dirvi che in questo modo il bambino maneggia l’oggetto con molta cura e attenzione.

Naturalmente però non lasciate mai il bambino solo durante lo svolgimento di questa attività.

Per quanto riguarda la scelta delle forbici è possibile offrire al bambino un modello di dimensioni adeguate alla sua mano e, di conseguenza, alla sua presa, con le punte arrotondate.

Online è possibile trovare molti modelli tra cui scegliere, come:

Le strisce di carta

Come inizio è possibile proporre al bambino delle strisce di carta colorata (meglio se cartoncino tipo bristol). Rispettando il principio della gradualità, inizialmente proporremo al bambino delle strisce senza segni, poiché l’obiettivo deve essere semplicemente quello di far familiarizzare il bambino con lo strumento forbice, far sì che lo conosca ed impari la presa corretta.

Una volta che il bambino si è esercitato a sufficienza ed ha sviluppato una migliore presa dello strumento è possibile passare allo step successivo: strisce di carta con su impresse le linee guida per il taglio.

Si inizierà proponendo al bambino delle semplice linee orizzontali, per poi passare a quelle oblique e via così, incrementando sempre di un poco la difficoltà ogni volta che il bambino arriva ad aver padroneggiato il livello corrente di prestazione.

In questo modo egli sarà stimolato a continuare l’esercizio per perfezionarsi, e vedrete che l’interesse per questa attività non si spegnerà per lungo tempo!

Potete lasciarvi prendere dalla creatività e disegnare voi stessi le linee guida sulle strisce. Nel caso voleste impiegare meno tempo e massimizzare il risultato, ho deciso di creare e mettervi a disposizione dei modelli delle strisce per il ritaglio da scaricare gratuitamente e stampare. Per farlo è sufficiente cliccare sui seguenti  link:

– ritaglio diritto

– ritaglio obliquo

– ritaglio angolato

– ritaglio curvo

Come presentare l’attività

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I libri da non perdere per conoscere ed applicare il Metodo Montessori!

 

Ci sono alcuni libri che ti toccano nel profondo. Si tratta di libri che leggi e che, una volta terminati, ti fanno sentire una persona nuova, diversa.

È proprio ciò che è accaduto a me leggendo per la prima volta le parole di Maria Montessori: sono diventata una educatrice e una persona nuova.

Per questa ragione voglio scrivere alcune righe per offrire un modesto, ma reputo importante, orientamento a quanti, novizi ma anche un po’ più avvezzi al Metodo, intendono approfondirne la conoscenza teorica o le modalità di applicazione pratica. Continua a leggere

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