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Le carte delle nomenclature

 

Le carte della nomenclature sono solo una delle tecniche sviluppate nell’ambito del Metodo Montessori per aiutare il bambino nella sua opera di costruzione e perfezionamento del linguaggio.

Esse lo aiutano non solo ad arricchire il suo vocabolario, ma anche ad identificare e associare la parola con l’oggetto, a classificare e, quindi, ad interpretare meglio la realtà.

Le carte delle nomenclature nascono originariamente per facilitare lo studio della botanica, per la classificazione e l’analisi morfologica delle varie specie.

La loro efficacia ai fini dell’arricchimento del vocabolario linguistico ne ha poi incentivato l’utilizzo anche col fine più ampio di sostenere lo sviluppo del linguaggio infantile.

Per quanto apparentemente si tratti di oggetti semplici, le carte delle nomenclature hanno straordinarie potenzialità in termini di sussidio all’apprendimento e possono essere impiegate secondo svariate modalità e con fini diversificati.

 

Quali caratteristiche devono avere le carte delle nomenclature?

 

Per essere efficaci e funzionali le carte delle nomenclature devono presentare alcune caratteristiche:

 

  • Le immagini (foto e disegni) devono essere reali o verosimili: il bambino deve poter essere in grado di riconoscere quegli elementi nella realtà (evitiamo quindi immagini troppo “vignettizzate” e rimaniamo per quanto possibile aderenti alla realtà);
  • Lo sfondo deve essere bianco, o comunque neutro: in questo modo l’immagine ha pieno risalto e attira tutta l’attenzione del bambino;
  • Gli elementi rappresentati nelle carte di una determinata categoria dovrebbero rispettare, per quanto possibile, le proporzioni reali degli oggetti: se ad esempio si decide di realizzare le carte delle nomenclature della frutta, non bisogna rappresentare le ciliegie delle stesse dimensioni dell’anguria!
  • Nel caso delle nomenclature “parlate” (che riportano cioè anche il nome dell’elemento rappresentato per iscritto ) la scritta dovrebbe preferibilmente essere in corsivo minuscolo.

 

Le carte delle nomenclature possono riguardare i più svariati ambiti: dalla botanica ai mezzi di trasporto, dalla cosmologia all’etologia.

©LivingMontessoriNow

Nelle fasi iniziali è consigliabile proporre elementi che appartengano alla quotidianità del bambino, che può così riconoscerli e nominarli correttamente (frutta e verdura, arredo, animali…), per poi offrirgli una sempre maggiore varietà di elementi!

È consigliabile organizzare le carte per categorie, magari all’interno di cartelline. Queste potranno essere lasciate a disposizione del bambino, ad esempio su di una mensola o in una piccola libreria, di modo che possa prenderle e servirsene ogni qualvolta lo desideri.

 

Quando proporle

 

Dice Montessori:

A circa un anno e mezzo il bambino scopre un altro fatto, e cioè che ogni oggetto ha un suo proprio nome; […] è un passo meraviglioso dello sviluppo. Esisteva per lui un mondo di oggetti, ed ora questi oggetti sono definiti da parole[1].

 

Intorno ai 18 mesi quindi il bambino comprende che ogni cosa ha un proprio nome e manifesta una vera e propria “fame mentale”: vuole conoscere i nomi di cose ed oggetti e la sua mente li assorbe voracemente (anche se a livello di produzione ciò non si manifesta totalmente).

È molto importante infatti tenere presente che la costruzione del linguaggio pone le sue basi su di uno straordinario lavoro di assorbimento, elaborazione inconscia profonda e, solo alla fine, di produzione linguistica attiva. Il compito dell’adulto che vuole sostenere il bambino in questo processo deve essere quindi, soprattutto, quello di offrire al bambino la “materia prima” su cui lavorare: tante, tante parole.

È possibile iniziare a utilizzare le carte delle nomenclature indicativamente intorno ai 18-20 mesi, a seconda dell’interesse del bambino.

 

Come presentare le carte delle nomenclature

 

©mamilatte

La presentazione ideale è a terra, su di un tappeto di colore neutro che delimiti lo spazio dell’attività.

L’adulto si siede a fianco del bambino ed estrae le carte dalla cartellina. L’adulto prende una carta alla volta, la solleva e gliela mostra. Mentre il bambino la osserva, prestiamo attenzione a pronunciare correttamente il nome dell’elemento rappresentato, scandendo bene le lettere.

Poniamo quindi la carta sul tappeto e procediamo allo stesso modo con le seguenti.

Una volta che tutte le carte sono state sistemate, elenchiamo lentamente e con precisioni i nomi di tutti gli elementi, indicando le carte una per una.

Possiamo quindi riporre in ordine le carte e lasciare il bambino libero di provare da sé.

Lo scopo di questa presentazione basilare è quello di arricchire il vocabolario del bambino, offrendogli la corretta nomenclatura degli elementi rappresentati.

La presentazione completa, di maggiore complessità e possibile solo quando il bambino è in grado di produrre vocaboli, va eseguita seguendo la Lezione dei tre tempi (per sapere come svolgerla vedi QUI).

Utilizzando queste carte è però possibile realizzare anche esercizi di maggiore complessità, come l’appaiamento:

 

  • Appaiamento oggetto-immagine: in questo caso alle carte vengono associati degli oggetti, generalmente miniature, degli elementi rappresentati. L’esercizio quindi non si riduce più solo al nominare gli elementi ma anche a riconoscere le uguaglianze attraverso l’appaiamento.
  • Appaiamento immagine-immagine: si offrono al bambino due cartelline contenenti carte delle nomenclature. Le immagini saranno identiche, ma sulle carte di una delle serie saranno riportati anche i nomi degli elementi per iscritto. Si dispongono prima le carte “mute” (senza scritta) e poi si individuano le uguaglianze, appaiandole con quelle “parlate”.

 

©Pinterest

 

Dove acquistare le carte delle nomenclature

 

Di recente sono state realizzate e messe in commercio molte belle raccolte di carte delle nomenclature, facilmente acquistabili e utilizzabili anche a casa.

Personalmente consiglio quelle della serie curata da  Ève Herrmann, di cui apprezzo particolarmente le illustrazioni:

 

 

Come realizzare le carte delle nomenclature a casa

Per chi volesse cimentarsi nell’impresa, è molto facile e divertente realizzare queste carte anche in casa.

Seguendo i consigli su riportati (sfondo neutro, immagini reali o verosimili, rispetto delle proporzioni…) sarà sufficiente trovare o realizzare le foto/illustrazioni e stamparle .

Per assicurarmi di ottenere una perfetta uguaglianza tra oggetti e immagini proposte, nel caso degli animali io ho acquistato gli animali della Schleich, li ho fotografati su sfondo bianco e ho stampato le foto su cartoncino:

 

 

Il consiglio è quello di plastificare o rivestire di DecoFix le carte così ottenute, in maniera da salvaguardarle dall’usura nel tempo.

 

In conclusione

 

Le carte delle nomenclature sono un materiale versatile e pieno di potenzialità, che aiuta il bambino a comprendere meglio il mondo che lo circonda.

Osservate il vostro bambino e i suoi interessi, e quando lo vedrete pronto offrite nutrimento alla sua anima e alla sua mente!

Buon lavoro!

 

©Mamilatte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Maria Montessori, La mente del bambino, Milano, Garzanti, 1999, p. 128.

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Storie di donne che tutti i bambini dovrebbero leggere!

 

Come noto domani, 8 marzo, ricorre la Giornata Internazionale delle Donne, istituita a ricordo da un lato delle conquiste politiche, sociali ed economiche delle donne, dall’altro delle violenze e delle discriminazioni da loro  a lungo subite nel corso della storia.

Al di là della specifica ricorrenza ritengo che molta strada sia ancora da fare affinché si possa dir raggiunta una effettiva eguaglianza tra i sessi, e tale lavoro va fatto anche e soprattutto mediante l’educazione!

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I telai delle allacciature

 

Per poter divenire sempre più competente ed autonomo il bambino ha bisogno di tempo e, soprattutto, di molto esercizio.

I telai delle allacciature sono un materiale montessoriano studiato per favorire l’esercizio dei piccoli movimenti della mano e della coordinazione oculo-manuale attraverso lo svolgimento di operazioni utili anche all’incremento dell’autonomia nella vita quotidiana (in questo caso nella vestizione).

Maria Montessori li descrive così:

 “Oggetti che servono ai bambini come esercizi di analisi dei movimenti […] questi oggetti di sviluppo si riferiscono agli atti pratici del vestirsi. I due lembi di stoffa devono prima essere giustapposti in modo che ai due lati corrispondano reciprocamente gli ordegni che servono ad allacciare

La loro struttura è molto semplice: si tratta di una cornice di legno cui sono fissati lateralmente due rettangoli di stoffa.

I due lembi devono essere assicurati l’uno all’altro mediante specifiche chiusure. Ogni telaio presenta un solo tipo di allacciatura, in modo che il bambino possa focalizzare adeguatamente la propria attenzione su di essa ed esercitarvisi per il periodo di tempo necessario, fino a quando, padroneggiati movimenti necessari, sarà in grado di passare ad un livello di complessità più elevato.

Anche nel caso dei telai delle allacciature, infatti, vige il criterio della gradualità. La prima presentazione di questo materiale, che può essere svolta intorno ai 20-22 mesi, prevede un telaio con una semplice chiusura in velcro. Successivamente, a partire dai 22-24 mesi, è possibile introdurre telai via via più complessi, con chiusure lampo, bottoni, nastri ed occhielli

Lavorando con i telai delle allacciature il bambino sviluppa la concentrazione, la coordinazione fine-motoria e la precisione nel lavoro. Come ci dice la Montessori infatti:

Se questi sono occhielli nei quali si deve infilare un laccio, ovvero se sono asola e bottone, o nastri da annodare, richiedono manovre diverse, e abbastanza complesse per poter far distinguere al bambino gli atti successivi; ciascuno dei quali deve completarsi prima di procedere all’altro.

Esempio: il bottone deve essere piegato con un mano, mentre l’altra tira l’asola in modo che essa ed il bottone messo di taglio si sovrappongano; poi il bottone passa; quindi esso viene ancora disposto orizzontalmente

baandek.org

Questo lavoro mostra chiaramente come atti pratici concreti possono diventare ottimi mezzi per lo sviluppo infantile.

 

Modalità di presentazione

Poniamo ad esempio il telaio dei bottoni (dai 36 mesi in poi).

È molto importante svolgere la presentazione di questo materiale con grande lentezza e precisione nei movimenti, in modo che il bambino possa ben cogliere ogni passaggio necessario allo svolgimento dell’attività ed avere un modello perfetto per l’esecuzione della stessa. Se necessario ripetere anche più volte la presentazione.

Mostriamo innanzitutto al bambino come trasportare questo materiale: esso va afferrato saldamente ai lati e trasportato perpendicolarmente al corpo.

Adagiamo con delicatezza il telaio sul piano di lavoro e sediamoci alla destra del bambino. Con la mano sinistra afferriamo il lembo della stoffa superiore subito sotto il primo bottone più in alto e solleviamola leggermente.

Con la mano destra, utilizzando la presa di precisione (pollice ed indice a pinza), afferriamo il bottone, lo ruotiamo in verticale e lo spingiamo per sfilarlo dall’asola.

Solleviamo di poco la stoffa superiore per mostrare al bambino che il bottone c’è ancora, e che la chiusura è stata aperta. Ripetiamo quindi l’operazione con tutti i restanti bottoni.

Quando tutti i bottoni sono aperti, afferriamo i lembi alle estremità del rettangolo di stoffa destro e apriamolo. Ripetiamo l’operazione con l’altro rettangolo e diciamo: “Aperto”.

Avvisiamo il bambino che ora chiuderemo il telaio: afferriamo per le estremità prima il rettangolo sinistro e poi il destro, richiudendoli verso l’interno.

Utilizzando la presa di precisione, con la mano sinistra afferriamo il primo bottone dal basso e mostriamo al bambino la coincidenza dello stesso con l’asola. La mano destra, sempre con la presa di precisione lo accoglie e lo fa passare del tutto, mentre la sinistra passa a reggere la stoffa. Ripetiamo l’operazione con tutti i bottoni e, una volta terminato, lasciamo che sia il bambino a provare, sperimentandosi con il materiale.

Non correggetelo mentre lavora autonomamente. Se vi rendete conto che non ha ben acquisito la presentazione, sarà sufficiente ripetergliela nuovamente.

 

Dove acquistare i telai delle allacciature Montessori?

Online è possibile reperire con molta facilità i telai delle allacciature montessoriani. Un esempio sono questi, in vendita su Amazon:

 

 

Telai delle allacciature DIY

Per chi si diletta di fai da te è anche possibile realizzare i telai in casa, riciclando magari i vestiti non più utilizzati.

In questo video la dimostrazione di come realizzare un telaio delle allacciature con pochi euro:

In conclusione

Ricordate sempre, quale fosse un mantra, che “Ogni aiuto inutile è un ostacolo allo sviluppo“.

Con i telai sosteniamo il bambino nella sua progressiva conquista dell’indipendenza.

Buon lavoro!

 

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Il ritaglio

L’attività del tagliare con le forbici rientra nel più grande ambito delle attività di Vita pratica.

Tagliare la carta affascina molto il bambino poiché si tratta di un’azione dagli effetti chiari, evidenti ed immediati, che induce una trasformazione significativa del materiale: da una striscia di carta si ottengono due segmenti, poi tre, quattro…

Anche i colori della carta, il suo grado di ruvidezza, il rumore delle forbici che si aprono e si chiudono risultano essere importanti punti di interesse che spingono e motivano all’attività.

Spesso si tende ad evitare che i bambini entrino in contatto con oggetti come le forbici, considerate troppo pericolose per essere maneggiate dai piccoli.

In realtà già a partire dai 22-24 mesi risulta essere utile introdurre il bambino a tale attività, non solo perché centrale nella vita di tutti i giorni, ma anche perché utile a favorire il suo sviluppo psico-fisico. Essa infatti migliora la motricità fine, la coordinazione dei piccoli movimenti della mano e quella oculo-manuale, rafforza i muscoli e facilita lo sviluppo della concentrazione!

Per fare in modo che l’attività risulti divertente e appassionante sarà importante commisurarne le difficoltà al livello di capacità del bambino. Le attività che proponiamo devono sempre avere il giusto grado di complessità, in maniera da non risultare né troppo semplici (dunque noiose), né troppo complesse (quindi frustranti). Ovviamente essa andrà svolta sotto l’attento controllo dell’adulto, in maniera da evitare spiacevoli incidenti.

Come preparare l’attività

Il materiale di cui necessitiamo è semplice: un paio di forbici e della carta.

Le forbici

La scelta delle forbici è molto importante. Come sappiamo Maria Montessori sostiene che l’adulto debba offrire al bambino oggetti reali, che gli consentano non di “far finta di”, bensì di eseguire realmente le attività che egli vede fare all’adulto.

Spesso si pensa che offrendo al bambino forbici di plastica sia possibile ovviare ogni problema di sicurezza. Io vi dico invece che ciò che più conta è l’atteggiamento e il modo con cui presentiamo gli oggetti al bambino.

Questo non vuol dire, naturalmente, non prendere precauzioni di alcuna sorta. Dobbiamo capire però che affinché l’attività possa stimolare davvero l’interesse del bambino, essa deve essere realmente gratificante.

Quando offrite le forbici al bambino quindi dategli prima la possibilità di osservarle e toccarle, spiegandogli con tono pacato ma anche sicuro e fermo che si tratta di un oggetto che va utilizzato e maneggiato con molta cautela, perché quello che sta per svolgere è un lavoro complesso che richiede attenzione a non farsi male. Ribadite se necessario questo messaggio sempre con calma e dolcezza, ma soprattutto mostrate voi stessi questa attenzione nel maneggiare le forbici durante la presentazione dell’attività.

Per esperienza personale posso dirvi che in questo modo il bambino maneggia l’oggetto con molta cura e attenzione.

Naturalmente però non lasciate mai il bambino solo durante lo svolgimento di questa attività.

Per quanto riguarda la scelta delle forbici è possibile offrire al bambino un modello di dimensioni adeguate alla sua mano e, di conseguenza, alla sua presa, con le punte arrotondate.

Online è possibile trovare molti modelli tra cui scegliere, come:

Le strisce di carta

Come inizio è possibile proporre al bambino delle strisce di carta colorata (meglio se cartoncino tipo bristol). Rispettando il principio della gradualità, inizialmente proporremo al bambino delle strisce senza segni, poiché l’obiettivo deve essere semplicemente quello di far familiarizzare il bambino con lo strumento forbice, far sì che lo conosca ed impari la presa corretta.

Una volta che il bambino si è esercitato a sufficienza ed ha sviluppato una migliore presa dello strumento è possibile passare allo step successivo: strisce di carta con su impresse le linee guida per il taglio.

Si inizierà proponendo al bambino delle semplice linee orizzontali, per poi passare a quelle oblique e via così, incrementando sempre di un poco la difficoltà ogni volta che il bambino arriva ad aver padroneggiato il livello corrente di prestazione.

In questo modo egli sarà stimolato a continuare l’esercizio per perfezionarsi, e vedrete che l’interesse per questa attività non si spegnerà per lungo tempo!

Potete lasciarvi prendere dalla creatività e disegnare voi stessi le linee guida sulle strisce. Nel caso voleste impiegare meno tempo e massimizzare il risultato, ho deciso di creare e mettervi a disposizione dei modelli delle strisce per il ritaglio da scaricare gratuitamente e stampare. Per farlo è sufficiente cliccare sui seguenti  link:

– ritaglio diritto

– ritaglio obliquo

– ritaglio angolato

– ritaglio curvo

Come presentare l’attività

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I libri da non perdere per conoscere ed applicare il Metodo Montessori!

Ci sono alcuni libri che ti toccano nel profondo. Si tratta di libri che leggi e che, una volta terminati, ti fanno sentire una persona nuova, diversa.

È proprio ciò che è accaduto a me leggendo per la prima volta le parole di Maria Montessori: sono diventata una educatrice e una persona nuova.

Per questa ragione voglio scrivere alcune righe per offrire un modesto, ma reputo importante, orientamento a quanti, novizi ma anche un po’ più avvezzi al Metodo, intendono approfondirne la conoscenza teorica o le modalità di applicazione pratica. Continua a leggere

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Attività Montessori Low Cost

Le giornate uggiose e con il vento forte costringono in casa? Non si ha idea di come impiegare il tempo il maniera divertente e costruttiva con il proprio bambino?

Non c’è problema! Ricorrendo a oggetti comuni, presenti in ogni casa, è possibile allestire in poco tempo interessanti attività di ispirazione montessoriana!

Spesso si crede che il Montessori non sia accessibile soprattutto per via degli elevati costi dei materiali… Ma anche ricorrendo ad oggetti comuni è possibile applicare i principi pedagogici montessoriani e aiutare il nostro bambino ad imparare lavorando!

Ho qui raccolto alcune proposte che possono essere organizzate in pochi minuti, ma avere l’effetto di  tenere impegnato il vostro bambino per ore. Si tratta di attività apparentemente molto semplici, ma estremamente utili per lo sviluppo dell’attenzione, della concentrazione e quindi dell’intelligenza, raffinando contestualmente la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale.

Quelle proposte di seguito sono tutte attività che possono essere proposte a bambini dai 15 mesi in poi!

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L’educazione dalla nascita: consigli per rispondere ai bisogni fondamentali del neonato

Neonato-calmo

Per Maria Montessori il bambino deve essere oggetto di attente cure fin dalla nascita, tenendo presente il fatto che egli è un essere dotato di una grande vita psichica.

Fin dal momento in cui viene al mondo il bambino è in contatto con il suo ambente, e in virtù del suo peculiare funzionamento psichico (la “mente assorbente”) cerca di assorbirlo in sé e costituire così il proprio corpo psichico. Continua a leggere

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