presentazione

I travasi liquidi

 

 

In un ambiente montessoriano, nell’area dedicata alle attività di vita pratica possiamo sempre trovare uno spazio dedicato alle attività di travaso.

Le attività di travaso, tanto di solidi quanto di liquidi, assumono grande valore pedagogico: non solo consentono di allenare la precisione dei movimenti, la coordinazione motoria ed oculo-manuale, l’attenzione e la concentrazione, ma anche di rendere il bambino più autonomo nella vita quotidiana.

I travasi solidi ad esempio rendono il bambino sempre più abile nell’utilizzo del cucchiaio e di una serie di altri utensili (il che lo renderà più autonomo a tavola). I travasi liquidi lo aiutano a perfezionare i movimenti necessari, ad esempio, a versare l’acqua da una brocca ad un bicchiere senza che questa cada.

Essere in grado di servire la propria acqua è un’abilità che molti bambini si sentono orgogliosi di padroneggiare, e tutto inizia con questi semplici esercizi.

 

© Pinterest

I travasi liquidi quindi consistono in qualcosa di molto più complesso e prezioso che versare acqua da un contenitore ad un altro. Mediante essi il bambino:

  • Si prepara all’esecuzione di lavori sempre più complessi, che richiedono molteplici passaggi. Affina quindi la capacità di concentrazione e di persistenza nell’attività;
  • Diviene in grado di versarsi qualcosa da bere da solo quando ha sete. Questo costruisce l’autonomia;
  • È in grado di servire anche agli altri qualcosa da bere senza versare l’acqua a terra. Ha sviluppato quindi la coordinazione dei movimenti;
  • Impara a valutare quanta acqua c’è nel contenitore e stimare quanta ne dovrebbe versare in ogni bicchiere in modo che siano uguali. Egli sviluppa così la mente matematica.
  • Allenando i piccoli movimenti della mano e delle dita si prepara indirettamente alla scrittura.

Vediamo ora una serie di attività di travaso con i liquidi. Partiremo dalle più semplici fino alle più complesse. Presentate la nuova attività solo quando vedrete che la precedente è stata ben padroneggiata.

 

I travasi liquidi – Le attività

 

Travasare l’acqua tra due ciotole con una spugna

 

© Living Montessori Now

 

Una delle prime attività di travaso liquido da proporre al bambino (tra i 16 e i 18 mesi). Essa consiste nel semplice trasferimento di acqua da una ciotolina ad un’altra con il sussidio di una spugna.

Allestire l’attività è molto semplice. Occorrono:

  • Un vassoio;
  • Due ciotoline;
  • Acqua tinta con del colorante alimentare (in questo modo distinguiamo l’acqua per il lavoro dall’acqua da bere e offriamo un punto di interesse);
  • Una spugna.

La presentazione è altrettanto semplice. Si invita il bambino a svolgere l’attività e, se vuole, a trasportare il vassoio sul piano di lavoro (che deve essere sgombro di altri elementi, per evitare distrazioni dall’attività).

Ci si siede alla destra del bambino e si annuncia: “Ti faccio vedere come si travasare l’acqua con una spugna“.

Afferrate la spugna con la mano destra ed immergetela nella prima ciotolina. Sollevatela lentamente, lasciando che l’acqua goccioli. Spostate la spugna in corrispondenza dell’altra ciotola e strizzatela delicatamente, lasciando cadere le goccioline d’acqua.

Adagiate la spugna sul vassoio. “Visto? Vuoi provare tu?“.

Lasciate che il bambino sia libero di sperimentare l’attività quanto a lungo lo desideri, anche con entrambe le mani.

Al termine dell’attività sostenetelo nel riordino.

 

Travasare l’acqua tra due brocchette

 

 

A partire dai 18-20 possiamo iniziare a proporre il travaso tra due brocche.

Abbiamo bisogno solo di un vassoio, due piccole brocche identiche (una per 3/4 piena d’acqua colorata) e una spugna.

Per quanto riguarda la presentazione, si invita il bambino a svolgere l’attività e, se vuole, a trasportare il vassoio sul piano di lavoro (che deve essere sgombro di altri elementi, per evitare distrazioni dall’attività).

Ci si siede alla destra del bambino e si annuncia: “Ti faccio vedere come si travasare l’acqua tra due brocche“.

Afferrate la maniglia della brocca piena con il pollice in alto e una o due dita all’interno. Sollevate la brocca destra in corrispondenza della cima della brocca sinistra. Versate tutta l’acqua in quest’ultima, fino a quando non sarà caduta anche l’ultima goccia.

Pulite con la spugnetta il beccuccio della brocca ora vuota ed adagiatela sul vassoio:”Visto? Non è caduta nemmeno una goccia! Vuoi provare tu?“.

Invitate il bambino a provare e lasciato libero di esercitarsi.

 

Travasare l’acqua da una brocca al bicchiere

 

© Montessori from the heart

Verso i 18-20 mesi, seconda del bambino e delle sue capacità, possiamo introdurre questo travaso dalle evidenti conseguenze sull’autonomia del bambino.

Per lo svolgimento dell’attività sono necessari: un vassoio, una brocca a misura di bambino, bicchieri di vetro infrangibile, una spugna.

La presentazione è molto simile alle precedenti. In questo caso è bene offrire un aiuto al bambino tracciando sui bicchieri delle linee guida che lo aiutino a comprendere il concetto di volume e a capire quanta acqua versare.

 

Travasare l’acqua con l’imbuto

 

© Montessoriservices.com

L’estensione successiva consiste nel proporre al bambino di effettuare il travaso con l’utilizzo di un piccolo imbuto.

Sarà necessario dunque procurarsi: un vassoio, due o più brocche o bottiglie in vetro, una spugna, un imbuto in miniatura.

Mostrate al bambino con lentezza come inserite l’imbuto nel collo della brocca/bottiglia e dopo aver versato tutta l’acqua sollevatelo e asciugatelo delicatamente con la spugna.

Lasciate al bambino tutto il tempo necessario per esercitarsi nell’attività.

 

Oggetti utili

 

Vi lascio qui alcuni link ad oggetti utili per allestire facilmente attività di travaso anche a casa:

 

 

 

In conclusione

I bambini sono intrinsecamente attratti dalle attività che coinvolgono l’acqua. La concentrazione di un bambino può essere impegnata per lunghi periodi di tempo semplicemente versando il liquido da un contenitore a un altro e viceversa.

Prestate sempre molta attenzione alla precisione e alla lentezza dei gesti. Per quanto semplici queste attività si constatano di molteplici passaggi, che il bambino deve poter acquisire e far propri al fine di riprodurli.

Non mi resta che augurarvi un buon lavoro!

 

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La torre rosa Montessori – Cos’è e come utilizzarla

 

La Torre rosa è sicuramente uno dei materiali montessoriani più conosciuti.

È praticamente impossibile non trovarla in un nido o in una Casa dei bambini!

Essa rientra all’interno del cosiddetto “Sistema dei blocchi”, insieme alle Aste della lunghezza e alla Scala marrone. Si tratta di materiali che stimolano la mente matematica del bambino, cioè quella capacità di organizzare il mondo secondo le dimensioni e le loro relazioni dinamiche:

 

Il termine è dovuto al filosofo, fisico e matematico francese Pascal. Egli diceva che la forma della mente umana è matematica: l’apprezzamento delle cose esatte consente la conoscenza e il progresso.

Maria Montessori, La mente del bambino

 

Il materiale si compone di dieci cubi di legno rosa verniciati e laccati. I cubi sono disposti in ordine decrescente in tutte e tre le dimensioni dal basso verso l’alto. Il cubo più grande misura 10x10x10 cm, il più piccolo 1x1x1 cm.

Il suo scopo principale è quello di aiutare il bambino a generalizzare il concetto di “Grande-Piccolo”.

Utilizzando questo materiale inoltre, il bambino, attraverso la propria  memoria muscolare, memorizza la forma, il volume e il peso dei cubi: per afferrarli e trasportarli, infatti, il bambino  deve utilizzare tutta la sua mano, le cui dita devono allargarsi tanto più quanto più è grande la dimensione del cubo.

Grazie a questo tipo di esercizio egli diventa così sempre più sensibile nel cogliere ed organizzare le impressioni sensoriali che riceve dal proprio ambiente.

Una curiosità interessante, che non tutti conoscono: in origine la Torre rosa era in realtà…. non rosa!

I dieci cubi che la compongono infatti erano color legno. Solo successivamente essa divenne rosa, con l’intento di renderla esteticamente gradevole ed invitante, ma allo stesso tempo non sovrastimolante.

 

Presentazione

 

È possibile proporre la Torre rosa orientativamente tra i 30 e i 36 mesi (molto dipende dal bambino, dai suoi interessi e dal suo livello di sviluppo).

La Torre rosa deve essere presente nell’ambiente già montata. In questo modo il bambino può vedere quale sarà il risultato finale una volta costruita ed avere perciò un modello per l’attività.

Si invita il bambino a svolgere l’attività, e dopo aver srotolato un tappeto sul pavimento si mostra al bambino come trasportare i cubi della torre. È importante che essi siano afferrati dall’alto, utilizzando tutta la mano: in questo modo è infatti possibile percepire a livello muscolare la variazione delle dimensioni.

I cubi devono essere disposti in maniera casuale sul tappeto, quindi adulto e bambino possono accomodarsi di fronte ad esso.

Osservando con attenzione i cubi l’adulto cerca e preleva quello più grande, per poi metterlo di fronte a sé. Si prosegue quindi con tutti gli altri cubi, ordinandoli in maniera decrescente fino a formare l’intera torre.

Si invita quindi il bambino a provare e lo si lascia libero di sperimentare il materiale.

© Montessori Messy

Egli potrà esercitare autonomamente il controllo dell’errore: già visivamente infatti il materiale segnala al bambino la messa errata dei cubi.

Inoltre, una volta posato un cubo sul precedente, basterà passare il dito indice lungo il bordo per capire se si è proceduto nella maniera corretta.

 

Dove acquistarla

 

La torre rosa può essere reperita facilmente online. Qui alcuni link:

 

Come farla da sé

 

Per chi volesse cimentarsi nell’impresa è anche possibile realizzare la torre rosa con il fai da te!

Sul sito Making Montessori Ours è possibile trovare trovare il tutorial. È necessario procurarsi solo il legno e la tintura, possibilmente naturale o comunque atossica, per la finitura:

 

©makingmontessoriours

 

In conclusione

 

La torre rosa è un materiale molto amato dai bambini ed estremamente funzionale al loro sviluppo percettivo-sensoriale e all’acquisizione di primi concetti logici e matematici.

L’adulto deve solo assicurarsi di presentarla correttamente e lasciare quindi libero il bambino di lavorare con il materiale, agire su di esso e arricchire così la propria mente!

Buon Montessori a tutti!

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Il ritaglio

L’attività del tagliare con le forbici rientra nel più grande ambito delle attività di Vita pratica.

Tagliare la carta affascina molto il bambino poiché si tratta di un’azione dagli effetti chiari, evidenti ed immediati, che induce una trasformazione significativa del materiale: da una striscia di carta si ottengono due segmenti, poi tre, quattro…

Anche i colori della carta, il suo grado di ruvidezza, il rumore delle forbici che si aprono e si chiudono risultano essere importanti punti di interesse che spingono e motivano all’attività.

Spesso si tende ad evitare che i bambini entrino in contatto con oggetti come le forbici, considerate troppo pericolose per essere maneggiate dai piccoli.

In realtà già a partire dai 22-24 mesi risulta essere utile introdurre il bambino a tale attività, non solo perché centrale nella vita di tutti i giorni, ma anche perché utile a favorire il suo sviluppo psico-fisico. Essa infatti migliora la motricità fine, la coordinazione dei piccoli movimenti della mano e quella oculo-manuale, rafforza i muscoli e facilita lo sviluppo della concentrazione!

Per fare in modo che l’attività risulti divertente e appassionante sarà importante commisurarne le difficoltà al livello di capacità del bambino. Le attività che proponiamo devono sempre avere il giusto grado di complessità, in maniera da non risultare né troppo semplici (dunque noiose), né troppo complesse (quindi frustranti). Ovviamente essa andrà svolta sotto l’attento controllo dell’adulto, in maniera da evitare spiacevoli incidenti.

Come preparare l’attività

Il materiale di cui necessitiamo è semplice: un paio di forbici e della carta.

Le forbici

La scelta delle forbici è molto importante. Come sappiamo Maria Montessori sostiene che l’adulto debba offrire al bambino oggetti reali, che gli consentano non di “far finta di”, bensì di eseguire realmente le attività che egli vede fare all’adulto.

Spesso si pensa che offrendo al bambino forbici di plastica sia possibile ovviare ogni problema di sicurezza. Io vi dico invece che ciò che più conta è l’atteggiamento e il modo con cui presentiamo gli oggetti al bambino.

Questo non vuol dire, naturalmente, non prendere precauzioni di alcuna sorta. Dobbiamo capire però che affinché l’attività possa stimolare davvero l’interesse del bambino, essa deve essere realmente gratificante.

Quando offrite le forbici al bambino quindi dategli prima la possibilità di osservarle e toccarle, spiegandogli con tono pacato ma anche sicuro e fermo che si tratta di un oggetto che va utilizzato e maneggiato con molta cautela, perché quello che sta per svolgere è un lavoro complesso che richiede attenzione a non farsi male. Ribadite se necessario questo messaggio sempre con calma e dolcezza, ma soprattutto mostrate voi stessi questa attenzione nel maneggiare le forbici durante la presentazione dell’attività.

Per esperienza personale posso dirvi che in questo modo il bambino maneggia l’oggetto con molta cura e attenzione.

Naturalmente però non lasciate mai il bambino solo durante lo svolgimento di questa attività.

Per quanto riguarda la scelta delle forbici è possibile offrire al bambino un modello di dimensioni adeguate alla sua mano e, di conseguenza, alla sua presa, con le punte arrotondate.

Online è possibile trovare molti modelli tra cui scegliere, come:

Le strisce di carta

Come inizio è possibile proporre al bambino delle strisce di carta colorata (meglio se cartoncino tipo bristol). Rispettando il principio della gradualità, inizialmente proporremo al bambino delle strisce senza segni, poiché l’obiettivo deve essere semplicemente quello di far familiarizzare il bambino con lo strumento forbice, far sì che lo conosca ed impari la presa corretta.

Una volta che il bambino si è esercitato a sufficienza ed ha sviluppato una migliore presa dello strumento è possibile passare allo step successivo: strisce di carta con su impresse le linee guida per il taglio.

Si inizierà proponendo al bambino delle semplice linee orizzontali, per poi passare a quelle oblique e via così, incrementando sempre di un poco la difficoltà ogni volta che il bambino arriva ad aver padroneggiato il livello corrente di prestazione.

In questo modo egli sarà stimolato a continuare l’esercizio per perfezionarsi, e vedrete che l’interesse per questa attività non si spegnerà per lungo tempo!

Potete lasciarvi prendere dalla creatività e disegnare voi stessi le linee guida sulle strisce. Nel caso voleste impiegare meno tempo e massimizzare il risultato, ho deciso di creare e mettervi a disposizione dei modelli delle strisce per il ritaglio da scaricare gratuitamente e stampare. Per farlo è sufficiente cliccare sui seguenti  link:

– ritaglio diritto

– ritaglio obliquo

– ritaglio angolato

– ritaglio curvo

Come presentare l’attività

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