Osservarli per capirli – L’osservazione del bambino nell’educazione montessoriana

Osservarli per capirli – L’osservazione del bambino nell’educazione montessoriana

 

L’osservazione scientifica ha inoltre stabilito che la vera educazione non è quella impartita dal maestro: l’educazione è un processo naturale che si svolge spontaneamente nell’individuo, e si acquisisce non ascoltando le parole degli altri, ma mediante l’esperienza diretta del mondo circostante.”

 

Maria Montessori

 

Ecco da dove ha avuto davvero inizio il Metodo Montessori.

Senza una osservazione attenta, non giudicante, scientifica del bambino, probabilmente il Metodo come lo conosciamo oggi non avrebbe mai visto luce.

Non tutti sanno che alla sua apertura la prima Casa dei bambini non era poi così dissimile dalle scuole tradizionali.

Ad esempio, anche lì era possibile trovare una cattedra per la maestra e i materiali erano conservati in un grande mobile chiuso, utilizzabili solo per volere dell’insegnante.

Come è stata possibile allora la straordinaria evoluzione che ha portato alla formazione dell’approccio montessoriano come oggi lo conosciamo?

Ebbene, lo strumento che ha permesso tutto ciò è stato proprio l’osservazione.

È grazie a lei che la Dottoressa ha potuto cogliere le manifestazioni rivelatrici della vera natura del bambino e apportare le conseguenti modifiche all’ambiente consentendone la piena e proficua espressione.

La verità è che fare questo è molto difficile.

Saper osservare significa essere in grado di mettere in pausa il proprio giudizio, porre a tacere ogni bisogno di interrompere, dirigere o disturbare l’esperienza del bambino e limitarsi a guardare ad essa in maniera obiettiva, con l’attitudine dello scienziato.

Solo così potremmo cogliere le espressione veritiere e più profonde dell’animo infantile, comprendere i reali bisogni ed interessi del bambino e offrire successivamente loro una risposta mediante la predisposizione dell’ambiente.

Quel che accade, invece, è che spesso noi adulti ci gettiamo nella relazione con i bambini a capofitto, credendo di aver già le risposte, lasciandoci guidare da pregiudizi o dal sentito dire.

Se vogliamo veramente instaurare una relazione proficua col nostro bambino dovremmo porre fine a tutto questo e partire da una diversa e ben più veritiera considerazione: non siamo noi a plasmare il bambino ma è egli che da sé, mediante i propri sforzi e sulla scia dei propri interessi, costruisce l’uomo.

Come ampiamente spiegato da Maria Montessori, in ogni bambino vi è un maestro interiore, che lo orienta verso attività ed esperienze capaci di fargli acquisire quanto necessario per crescere.

Non siamo noi ad insegnare al bambino a camminare, a parlare, a pensare, ma è lui che pezzo dopo pezzo edifica la propria mente e le proprie capacità.

 

Emo Images

 

Noi dunque non siamo i costruttori, ma gli aiutanti di questo processo, un sostegno forte ma discreto, responsabile nella misura in cui da noi dipende la possibilità per il bambino di usufruire di un ambiente e di opportunità adeguate, sicure e stimolanti.

Il grande lavoro che l’adulto ha il dovere di compiere quindi, inizia con l’assunzione di un atteggiamento umile.

Liberiamoci di ogni orgoglio plasmatore e di tutti i preconcetti circa il bambino che ci spingono ad intervenire continuamente, a sostituirci a lui e così a ostacolarlo irrimediabilmente.

Se riusciremo a fare un passo indietro avremo la possibilità di scoprire un bambino nuovo, attento, concentrato e capace, e di capire molto di più anche su noi stessi.

Osservando il mio bambino, ad esempio, posso comprendere in quali situazioni ho maggiormente l’istinto di intervenire per sostituirmi a lui e perché, capendo così molto anche riguardo me stesso, le mie paure, i miei freni e le possibilità per superarli.

L’osservazione è un’abilità che si approfondisce con la pratica e può far emergere diversi stati di pensieri, emozioni e sentimenti. Essa costituisce una occasione di comprensione profonda e di scoperta, per il bambino e per noi stessi.

Un’altro degli straordinari doni che l’essere genitori ci regala ogni giorno.

 

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